Operazione Minefield: un duro colpo alla criminalità organizzata
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Redazione Interno
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L'associazione a delinquere legata alla criminalità organizzata nel nord Italia è stata smantellata dalla Guardia di Finanza. Questa maxi operazione, denominata "Operazione Minefield", ha coinvolto il territorio cremonese, ma è partita da Reggio Emilia. Circa 350 militari tra finanzieri, uomini del Servizio Centrale Investigativo sulla Criminalità Organizzata (Scico) e Carabinieri hanno partecipato all'operazione.
Un'operazione su larga scala
L'operazione ha coinvolto diverse regioni italiane, tra cui l'Emilia Romagna, le Marche, la Lombardia, la Calabria, la Campania, la Sicilia, il Lazio e il Veneto. In particolare, due avvisi di garanzia sono stati emessi per imprenditori di Lucca, in Toscana.
Arresti e indagini
Dall'alba, oltre 350 militari tra finanzieri e carabinieri hanno dato esecuzione all'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 5 personaggi ed alla misura degli arresti domiciliari nei confronti di ulteriori 7. Gli indagati sono accusati di associazione a delinquere e per numerose ipotesi delittuose, in prevalenza reati tributari, riciclaggio internazionale ed autoriciclaggio.
Il patto camorra-'ndrangheta e i fondi covid
Un patto tra la camorra e la 'ndrangheta, con la supervisione di esperti professionisti, ha permesso di incassare circa 72 milioni di euro dei fondi covid e di realizzare operazioni di riciclaggio ed evasione fiscale attraverso società "cartiere". Questo è quanto scoperto grazie all'inchiesta 'Minefield' condotta dalla Procura di Reggio Emilia, che ha portato all'indagine di 108 persone coinvolte in reati tributari e riciclaggio di denaro di provenienza illecita.




