Kiev colpisce in profondità le linee di rifornimento strategiche russe
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Redazione Esteri
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L’esercito ucraino ha reso noto, lunedì, di aver condotto una serie di attacchi con droni a lungo raggio contro infrastrutture logistiche e militari russe situate in profondità oltre la linea del fronte. L’obiettivo dichiarato, che emerge con chiarezza dalla ricostruzione fornita dallo stato maggiore di Kiev, è quello di aumentare la pressione sulle linee di rifornimento di Mosca, cercando di interdire quei flussi che alimentano lo sforzo bellico al fronte. Nella notte, secondo quanto riferito dalle autorità militari ucraine, è stato colpito un impianto di munizioni situato nella regione di Nizhny Novgorod, un bersaglio di primaria importanza le cui esplosioni multiple e il conseguente incendio testimoniano la gravità del danno inflitto.
La campagna sistematica contro il settore energetico
La campagna di attacchi in profondità, che prosegue ormai da mesi, non si limita ai soli depositi di armamenti ma estende sistematicamente il suo raggio d’azione al settore energetico nazionale, considerato il vero nervo scoperto dell’economia russa. Sono numerosi, infatti, i terminali petroliferi e le raffinerie che hanno subito danni ingenti a causa di questi raid, i quali, sebbene non sempre vengano rivendicati ufficialmente, recano l’impronta tattica di Kiev. Uno di questi ha interessato la raffineria Kirishinefteorgsintez, nell’Oblast di Leningrado, la quale ha dovuto sospendere l’attività della sua principale unità di distillazione del greggio a seguito di un incendio divampato dopo l’impatto di un drone. È questo, peraltro, il terzo attacco che la stessa struttura subisce nel corso dell’anno, un particolare che ne evidenzia il valore strategico e la determinazione ucraina nel neutralizzarne le funzioni.
Un nuovo record di autonomia per i droni ucraini
La portata di queste operazioni risulta ancor più significativa se si considera la distanza a cui vengono condotte, con alcuni droni che sembrano aver stabilito un nuovo record di autonomia. L’episodio più eclatante, sotto questo profilo, riguarda il colpo inferto a una raffineria situata nella città di Tjumen, un bersaglio che si trova a quasi duemila chilometri dal confine ucraino. Il fatto che alcuni velivoli senza pilota siano riusciti a raggiungere un obiettivo così remoto, penetrando poi le sue difese, segna un’evoluzione notevole nelle capacità offensive di Kiev e costringe la difesa aerea russa a ripensare la propria copertura su un territorio sterminato.
Le ripercussioni economiche e sociali in Russia
Le ripercussioni di questa strategia si manifestano in modo tangibile nella vita quotidiana della popolazione russa, la quale deve fare i conti con una crescente penuria di carburante e con il conseguente rincaro dei prezzi alla pompa. Interi territori, stando alle cronache locali, sperimentano situazioni di carenza che alimentano un malcontento diffuso, il quale non risparmia neppure alcuni oligarchi, spesso proprietari delle stesse infrastrutture colpite. La distruzione o la messa fuori servizio di questi impianti, alcuni dei quali tra i più grandi del paese, finisce per erodere le risorse finanziarie che Mosca destina al conflitto, dimostrando come la guerra stia producendo effetti economici diretti anche lontano dai campi di battaglia.




