I tassi dei mutui continuano a salire, mentre le famiglie preferiscono la sicurezza del fisso

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’analisi più recente di Bankitalia, aggiornata a settembre 2025, conferma un trend ormai consolidato: i tassi di interesse sui nuovi mutui per l’acquisto di abitazioni continuano a crescere, segnalando un ulteriore irrigidimento delle condizioni di credito per le famiglie italiane. I dati, che mostrano un TAEG salito al 3,71%, delimitano un panorama nel quale, nonostante un aumento consistente degli importi erogati, si registra un progressivo inasprimento degli oneri finanziari. Questo scenario, che comporta rate più pesanti e una minore accessibilità al credito, si sta rivelando un elemento di forte pressione per il bilancio di molti nuclei familiari, i quali devono destreggiarsi tra le incertezze economiche e la volontà di investire in un immobile.

In questo contesto nazionale, il Veneto si distingue per dinamiche particolari, con la provincia di Verona che fa registrare l’importo medio richiesto più alto dell’intera regione. Ciò nonostante, e sebbene l’analisi di mercato evidenzi una convenienza ormai strutturale del tasso variabile – sceso, secondo MutuiOnline.it, al 2,69% contro il 3,27% del fisso – la stragrande maggioranza dei consumatori, veneti e non, continua a prediligere la sicurezza della rata fissa. Una scelta che, su un finanziamento ventennale da 150.000 euro, implica un esborso mensile superiore di circa 43 euro, ma che appare dettata da una ricerca di stabilità e protezione da possibili rialzi futuri, in un’epoca di tassi ancora volatili.

Parallelamente, si osserva un netto rallentamento delle operazioni di surroga, le quali, dopo aver toccato picchi di crescita a inizio anno, mostrano ora un incremento molto più contenuto. Questo fenomeno, unito al fatto che l’ammontare complessivo dei mutui residenziali erogati nella prima metà del 2025 è cresciuto in misura ben superiore alla domanda, suggerisce una certa cautela da parte dei richiedenti. A completare il quadro, un altro dato significativo emerge dal Trentino-Alto Adige, dove si registra un innalzamento dell’età media di chi accede al credito, giunta a 39 anni e 5 mesi, accompagnato da un loan-to-value in aumento al 65,9%.

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