Filippo Turetta aggredito da un detenuto nel carcere di Verona
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Filippo Turetta, il ventiduenne detenuto a Montorio e condannato in primo grado all’ergastolo per il femminicidio di Giulia Cecchettin, è stato vittima di un’aggressione all’interno del penitenziario veronese lo scorso agosto. La notizia, benché emersa solo in queste ore, è stata riportata in esclusiva dal quotidiano L’Arena e successivamente confermata da fonti della polizia penitenziaria interpellate da diverse agenzie di stampa. L’episodio, stando a quanto ricostruito, si sarebbe verificato nella quarta sezione dell’istituto di pena, un reparto destinato alla detenzione comune.
L’aggressore, un uomo di cinquantacinque anni attualmente detenuto per reati di omicidio e tentato omicidio, avrebbe colpito Turetta con un pugno. L’assalto, per quanto di breve durata e senza conseguenze di particolare gravità dal punto di vista clinico, assume un significato rilevante poiché segna il primo episodio di violenza subito dal giovane dall’ingresso in carcere, avvenuto nel novembre del 2023 a seguito dell’arresto per l’uccisione della ex compagna di studi.
Il fatto è avvenuto dopo che Turetta era stato trasferito dalla sezione protetta, dove aveva scontato i primi mesi di detenzione, al regime di vita carceraria ordinaria. Un passaggio, quello tra un reparto ad alta sorveglianza e uno comune, che espone inevitabilmente i detenuti a dinamiche relazionali più complesse e potenzialmente conflittuali con gli altri reclusi, sebbene l’amministrazione penitenziaria adotti protocolli specifici per la gestione dei casi di maggiore notorietà.




