Israele ordina l’evacuazione di Deir el-Balah, Onu: "Colpo devastante agli aiuti umanitari"
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Redazione Esteri
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L’esercito israeliano ha imposto a residenti e sfollati nella zona di Deir el-Balah, nel centro della Striscia di Gaza, di abbandonare le proprie case e dirigersi verso sud, un provvedimento che le Nazioni Unite definiscono "un altro colpo devastante" per gli sforzi umanitari in un territorio già stremato da mesi di conflitto. L’Ufficio per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA) ha sottolineato come l’ordine di sfollamento di massa rischi di compromettere ulteriormente le già precarie linee di approvvigionamento, fondamentali per la sopravvivenza della popolazione.
Le operazioni militari israeliane, che nelle ultime ore hanno preso di mira anche Khan Younis e Gaza City con bombardamenti incessanti, si intensificano nonostante gli appelli internazionali. Fonti palestinesi riferiscono di raid aerei su Deir el-Balah, avvenuti poco dopo l’emissione dell’ordine di evacuazione, mentre l’UNRWA, l’agenzia Onu per i rifugiati palestinesi, accusa Israele di affamare deliberatamente i civili. "Un milione di bambini soffre di malnutrizione", ha denunciato l’organizzazione, evidenziando come le scorte alimentari – sufficienti per tre mesi – siano bloccate nei magazzini sul lato egiziano del valico di Rafah, senza possibilità di distribuzione.
La situazione umanitaria, già al collasso, peggiora giorno dopo giorno. Se da un lato le autorità israeliane giustificano le evacuazioni come necessarie per ragioni di sicurezza, dall’altro le Nazioni Unite ribadiscono che simili misure, in un contesto dove mancano rifugi sicuri e corridoi protetti, aggravano solo le condizioni di una popolazione stremata. Senza vie di fuga percorribili e con i principali ospedali fuori servizio, chi tenta di spostarsi verso sud si trova spesso intrappolato in un circolo di insicurezza e privazioni.




