Nuova strage a Gaza, 92 morti in fila per gli aiuti. L’Onu: «Ordine di evacuazione è devastante»

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Non si placa l’offensiva israeliana a Gaza, dove ieri un nuovo attacco ha ucciso almeno 92 persone e ne ha ferite oltre 200, secondo quanto riportato da fonti mediche locali citate da Al Jazeera. La maggior parte delle vittime, come precisa il ministero della Salute palestinese, era in attesa di ricevere cibo e aiuti umanitari, in una delle tante file che da mesi si trasformano in trappole mortali. «Siamo oltre la follia», ha dichiarato il cardinale Augusto Lojudice, commentando una strage che si inserisce in un bilancio già insostenibile: da maggio, sono più di 900 i palestinesi uccisi mentre cercavano di procurarsi generi di prima necessità.

L’episodio arriva poche ore dopo l’ultimo ordine di evacuazione emesso dall’esercito israeliano, che ha imposto a residenti e sfollati di lasciare la zona di Deir el-Balah per dirigersi verso sud. Una decisione definita «devastante» dall’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA), secondo cui lo spostamento forzato rischia di compromettere ulteriormente le già precarie operazioni di soccorso. «Le linee di approvvigionamento sono al collasso», si legge nella nota dell’agenzia, che sottolinea come la mossa israeliana aggravi una crisi umanitaria senza precedenti.

Intanto, i bombardamenti continuano a colpire senza tregua Deir el-Balah, Khan Younis e Gaza City, mentre l’Ufficio Stampa Governativo di Gaza lancia l’allarme per il destino di oltre un milione di bambini, esposti al rischio di «morte di massa» dopo mesi di assedio. La chiusura dei valichi di frontiera da parte di Israele, protrattasi per più di 140 giorni, ha reso impossibile l’accesso a medicine, acqua e cibo, accelerando quella che le autorità locali definiscono una «guerra genocida». Quasi 2,4 milioni di persone, molte delle quali già sfollate più volte, si trovano ora sull’orlo del disastro, strette tra la fame e le bombe.

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