Il Frosinone non si ferma più, il Padova affonda al “Stirpe” tra i propri errori
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Redazione Sport
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Il campionato di Serie B, nel suo snodo decisivo della trentatreesima giornata, consegna un verbo chiaro e impietoso allo stadio “Benito Stirpe”, dove il Frosinone ha letteralmente travolto un Padova in balia dei propri fantasmi. I ciociari, reduci da un filotto di risultati utili che ne hanno galvanizzato l’ambiente, si sono imposti con un secco 2-0 al termine di un primo tempo, quello, giocato con una veemenza e una lucidità tattica tali da mettere in seria difficoltà gli ospiti, apparsi invece fragili e disuniti. La vittoria, costruita in appena quattro minuti (dal 25′ al 29′), permette ai padroni di casa di accorciare ulteriormente la distanza dal Venezia, capolista del torneo, portandosi a sole tre lunghezze; un’occasione, questa, che il gruppo allenato da Roberto Breda – il quale aveva preparato la gara con l’intenzione di scrollarsi di dosso il peso delle quattro sconfitte consecutive – ha fallito in maniera rovinosa, complicando ulteriormente la propria corsa verso quell’agognata salvezza che ora appare un miraggio.
L’amnesia difensiva dei veneti e la freddezza di Raimondo
La cronaca del primo tempo, in effetti, non lascia spazio a interpretazioni ambigue: il Padova è affondato sulle proprie ingenuità, a cominciare da un errore madornale della retroguardia che ha spianato la strada al vantaggio locale. Al 25′, su una rimessa laterale apparentemente innocua, la difesa veneta si è arenata in un pasticcio tra Perrotta, Villa e il portiere Sorrentino; quest’ultimo, sorpreso dal retropassaggio del proprio compagno, ha tentato un rinvio disperato ma Raimondo, in pressione, ha deviato il pallone in rete dimostrando quel cinismo che manca agli ospiti. Non è finita qui, perché quattro minuti più tardi (29′), da un calcio d’angolo battuto dalla destra, la palla è rimasta vagamente in area dopo un rinvio scomposto di Belli; Monterisi ha prolungato per Gelli, il quale, da due passi, non ha avuto alcuna difficoltà a siglare il raddoppio. Due colpi, insomma, che hanno messo ko una squadra, quella di Breda, già provata psicologicamente.
L’occasione sprecata di Lasagna e il legno che nega il tris
Prima del gol, però, il Padova aveva anche avuto l’opportunità di passare in vantaggio, un dettaglio non da poco che avrebbe potuto riscrivere l’inerzia del match. Al 19′, Lasagna ha letteralmente scippato il pallone a Calvani – il quale, da ultimo uomo, ha perso clamorosamente il controllo della sfera – e si è involato verso la porta: l’attaccante, entrato in area da destra, ha provato il tiro a botta sicura ma si è scontrato con l’uscita prodigiosa di Palmisani, bravo a murare l’ex capitolino. Sull’altro fronte, il Frosinone ha continuato a macinare gioco: al 39′ Kvernadze ha colpito una clamorosa traversa dopo un cross di Raimondo, con Sorrentino che si è superato deviando il pallone sul legno; poi, nella ripresa, al 49′, è stato Gelli a sfiorare il terzo gol con un tiro a giro deviato da Perrotta, mentre al 54′ Ghedjemis, in evidente stato di grazia ma anche di egoismo, ha preferito calciare di sinistro invece di servire Raimondo solo, trovando la deviazione decisiva di Ghiglione. Un susseguirsi di occasioni, insomma, che racconta di un Frosinone vivo e di un Padova ormai in balìa degli eventi.
I cambi di Breda e un secondo tempo senza storia
La ripresa, di fatto, è stata una formalità: Breda ha provato a scuotere i suoi inserendo Crisetig e Capelli al posto di Harder e Belli, ma la musica non è cambiata. Al 57′ un doppio cambio (fuori Fusi e Ghiglione, dentro Varas e Favale) non ha sortito effetti, e anzi il Frosinone ha continuato a gestire il possesso con la tranquillità di chi sa di avere il match in pugno. L’unico sussulto degno di nota è arrivato al 52′ con una girata di testa alta di Raimondo, ma nulla di realmente pericoloso. Il Padova, dal canto suo, ha subito la quinta sconfitta consecutiva – un dato che pesa come un macigno nella lotta per non retrocedere – mentre i ciociari si godono la notte da secondi della classe, in attesa del prossimo turno per mettere pressione al Venezia. Il campionato, ormai, entra nel vivo, e questo 2-0 non è solo un risultato: è una fotografia nitida di due destini opposti.




