Trump frena sui dazi: auto, farmaci e chip potrebbero essere esclusi

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Mentre si avvicina la scadenza del 2 aprile, data in cui gli Stati Uniti dovrebbero applicare nuove tariffe doganali su una serie di prodotti importati, Donald Trump sembra voler rallentare la corsa, lasciando aperta la possibilità di esenzioni per alcuni settori chiave. Sebbene il presidente abbia ribadito l’intenzione di procedere con i dazi, non ha specificato quali beni o Paesi saranno colpiti, alimentando l’ipotesi che automobili, farmaci e semiconduttori possano essere temporaneamente risparmiati.

La strategia, definita da alcuni come "della confusione", segue un copione già visto: annunci shock, parziali retromarce e negoziati last-minute. Questa volta, tuttavia, la posta in gioco è particolarmente alta, considerando l’impatto che misure protezionistiche potrebbero avere su economie già fragili, compresa quella europea, messicana e canadese. Trump, che ha più volte definito il 2 aprile un "Liberation Day" per il commercio statunitense, sembra ora orientato a concedere deroghe, forse per evitare ritorsioni immediate o per guadagnare tempo in vista di trattative più articolate.

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