Borse europee chiudono in cauto rialzo, il risiko bancario tiene banco a Milano

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Le Borse europee archiviano la prima seduta della settimana con un rialzo misurato, nonostante la corsa del petrolio e le vendite che hanno penalizzato il comparto tecnologico. L'indice Stoxx Europe 600 guadagna lo 0,65%, sostenuto dalle banche, mentre gli investitori restano in attesa dell'avvio della stagione delle trimestrali americane e del dato sull'inflazione statunitense in calendario mercoledì.

Milano riagguanta quota 50mila

Piazza Affari chiude in rialzo dello 0,58% a 50.035 punti, riportandosi sopra la soglia delle 50mila unità. Sul listino milanese le performance migliori arrivano da Campari, che avanza del 2,99%, seguita da Avio (+2,75%) e Nexi (+2,47%). In fondo al paniere principale scivolano i titoli dei semiconduttori, con Technoprobe in calo del 2,52%, mentre StMicroelectronics perde oltre due punti percentuali.

Londra e Francoforte trainano, Parigi più lenta

Tra le altre piazze europee, Londra segna il rialzo più consistente con il FTSE 100 che avanza dello 0,99%, seguita da Francoforte con il DAX in crescita dello 0,76%. Parigi si muove con maggiore prudenza, chiudendo a +0,38%. Lo spread tra Btp e Bund resta stabile sui 109 punti base, con il rendimento del decennale italiano al 4,57%.

Il petrolio corre sopra i 106 dollari

A sostenere il clima di cautela contribuisce il nuovo balzo dei prezzi energetici. Il Brent con scadenza dicembre supera quota 106 dollari al barile, segnando un rialzo superiore al 2%, mentre il WTI si porta oltre i 93 dollari. La risalita delle quotazioni petrolifere avviene in un contesto geopolitico ancora teso, con gli attacchi alle infrastrutture saudite e l'annuncio di un cessate il fuoco energetico tra Russia e Ucraina che non ha placato le preoccupazioni del mercato.

Il CdA straordinario di MPS

A Milano l'attenzione resta concentrata sul risiko bancario. Il consiglio di amministrazione di Monte dei Paschi di Siena si riunisce in seduta straordinaria per valutare le possibili contromosse dopo il rilancio dell'offerta pubblica di acquisto e scambio da parte di Intesa Sanpaolo.

Il piano difensivo messo a punto dall'amministratore delegato Luigi Lovaglio prevede due offerte distinte su Banco BPM e Banca Generali, oltre a un dividendo straordinario da 4 miliardi di euro, ma per procedere serve il via libera di almeno due terzi dei voti espressi in assemblea.

Il fronte contrario al progetto dell'amministratore delegato si è progressivamente consolidato: Delfin, primo socio con il 17,5%, il gruppo Caltagirone con il 13,5%, Edizione della famiglia Benetton e Praude Asset Management hanno annunciato il voto contrario, superando complessivamente un terzo del capitale, quota sufficiente a bloccare le delibere. A complicare il quadro contribuisce anche la posizione di Crédit Agricole, che detiene circa il 30% di Banco BPM e ha comunicato di non voler aderire all'offerta senese.

Attesa per le trimestrali delle banche americane

Sul fronte macro, gli operatori guardano all'avvio della stagione degli utili negli Stati Uniti. Da martedì 13 ottobre JPMorgan, Citigroup, Goldman Sachs e Wells Fargo pubblicheranno i conti del terzo trimestre, seguiti il giorno successivo da Bank of America e Morgan Stanley. Il consensus prevede una crescita degli utili fino al 20% su base annua, con ricavi da investment banking e trading attesi in significativo aumento.

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