Caldo record, bollino rosso per tre giorni: l’allarme dell’Asl e i consigli per proteggere i bambini

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Crampi, svenimenti, edemi ma anche congestione, colpo di calore, disidratazione fino al pericoloso aggravamento della salute di persone con patologie croniche preesistenti: è questa la progressione del malessere che può provocare l'esposizione prolungata alle temperature torride. Siamo al primo dei tre giorni di “bollino rosso” per l’ondata di caldo che sta investendo la nostra provincia, e l’Asl ha già attivato il monitoraggio dei soggetti più fragili, invitando tutti a prestare la massima attenzione per evitare scompensi e conseguenti accessi al Pronto Soccorso.

I rischi per i più piccoli e i segnali da non trascurare

Tra le fasce della popolazione maggiormente esposte agli effetti del caldo torrido ci sono indubbiamente i bambini nei primi anni di vita e i neonati. Il colpo di calore, contrariamente a quanto si possa pensare, può verificarsi non solo durante le ore passate all’aperto sotto il sole ma anche all'interno delle mura domestiche, laddove le condizioni di ventilazione e umidità non siano ottimali.

I primi segnali che i genitori non devono assolutamente sottovalutare includono irritabilità o pianto inconsolabile, una minore vivacità e reattività rispetto al solito, labbra secche, una riduzione della diuresi, episodi di vomito o un generale stato di malessere che si manifesta con un improvviso abbassamento del tono dell'umore e della voglia di giocare.

Il dottor Fabrizio Ciralli, responsabile di Neonatologia e Patologia Neonatale presso Humanitas San Pio X, ha elaborato una serie di raccomandazioni pratiche per prevenire l'insorgenza di queste problematiche, sottolineando come la prevenzione sia l’arma più efficace in questi frangenti.

L’impatto sulle strutture sanitarie e il fenomeno delle isole di calore

L’ondata di calore record che sta interessando l’intera penisola sta avendo ripercussioni significative non solo sulla salute quotidiana ma anche sul carico di lavoro delle strutture ospedaliere. In questi giorni, i Pronto soccorso pediatrici stanno registrando un incremento degli accessi stimabile tra il 5 e il 10 per cento, con patologie direttamente o indirettamente correlate alle elevate temperature.

Le problematiche più osservate in questo frangente sono la disidratazione, i malori legati all'esposizione solare, le lipotimie (i classici svenimenti), la febbre, il vomito, il peggioramento di patologie respiratorie e gastrointestinali preesistenti e, nei casi più gravi, veri e propri colpi di calore che richiedono un intervento medico immediato. Al Policlinico Pediatrico Bambino Gesù, la percentuale di accessi legati al caldo è salita fino a toccare quota uno su quattro, un dato che testimonia l'emergenza in atto e la necessità di interventi mirati.

Durante l'estate, all'interno dei centri urbani si creano delle vere e proprie “isole di calore” dovute prevalentemente alla massiccia presenza di asfalto, edifici e superfici impermeabili che assorbono e riverberano il calore, oltre che alla scarsa presenza di alberi e aree verdi capaci di mitigare le temperature. Questo fenomeno assume un peso crescente perché, rispetto al passato, molte famiglie trascorrono periodi di vacanza più brevi e i bambini restano quindi più a lungo nei centri abitati durante i mesi estivi, aumentando l'esposizione alle temperature elevate.

Le indicazioni dell’Asl per affrontare le giornate di bollino rosso

L’Asl, in risposta a questo scenario, ha attivato un sistema di sorveglianza dedicato ai pazienti più vulnerabili, in particolare anziani e persone affette da patologie croniche, ma ha esteso le raccomandazioni a tutta la popolazione. Tra le indicazioni principali per affrontare le ore più calde della giornata, quelle comprese tra le 11 e le 18, vi è quella di evitare di uscire e di svolgere attività fisica all’aperto.

È fondamentale, inoltre, mantenere un adeguato apporto idrico bevendo molta acqua, anche in assenza di stimolo della sete, e di evitare bevande gassate o troppo zuccherate che potrebbero aumentare la sensazione di sete e disidratare ulteriormente. Per quanto riguarda l'alimentazione, si consigliano pasti leggeri a base di frutta e verdura fresca, privilegiando cibi ricchi di acqua come cetrioli, anguria e lattuga.

È opportuno, altresì, rinfrescare gli ambienti domestici utilizzando tende o tapparelle per schermare i raggi solari diretti e, se presente, il condizionatore, avendo cura di non creare sbalzi termici eccessivi con la temperatura esterna. L’attenzione deve essere massima nei confronti dei più piccoli, che non riescono a regolare autonomamente la temperatura corporea come gli adulti, e per i quali è necessario prestare particolare attenzione all’abbigliamento, preferendo capi leggeri, di cotone e di colore chiaro, e garantendo un ambiente ben areato e fresco per il sonno.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.