Max Angioni, dalla bici rubata al palcoscenico: il comico cerca una nuova rotta dopo il successo

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Max Angioni, che con la sua comicità surreale ha conquistato il pubblico di programmi come Zelig e Italia's Got Talent, si appresta a tornare a teatro con “Anche meno – Round finale” a partire dal prossimo trenta dicembre. Questo momento, però, coincide per l'artista con una fase di profonda riflessione personale e professionale, come ha raccontato in una recente intervista, durante la quale ha ammesso di sentirsi in cerca di una direzione dopo anni di lavoro intensissimo. La necessità di riprendere in mano le redini della propria vita, d’altronde, emerge dopo un percorso che lo ha portato dagli anfratti più difficili della gavetta ai riflettori accecanti del successo televisivo, un percorso che, inevitabilmente, ha stravolto le sue abitudini e le sue priorità.

Dalle feste per bambini alla televisione

Angioni, infatti, non dimentica le proprie origini, ricordando con una punta di stupore, quasi come si parlasse di un’altra persona, i tempi in cui riusciva a vivere con appena ottomila euro all’anno, arrangiandosi con i lavori più disparati, tra cui l’intrattenimento per i più piccoli. Un'esistenza frugale, quella di un periodo ormai lontano, che il successo ha trasformato radicalmente, portandolo a permettersi – come lui stesso confessa – cose che prima guardava soltanto da lontano, dai ristoranti di un certo livello all’acquisto di un suv. Una transizione economica e sociale repentina, che non è stata però esente da intoppi, come l'episodio spiacevole del furto di una bicicletta di valore, lasciata incustodita per una dimenticanza, evento dal quale il comico ha tratto, con il suo tipico umorismo, una lezione di vita.

Il ritorno a teatro e la ricerca di un controllo

Proprio questa sequenza di eventi, fatta di conquiste ma anche di piccole sconfitte, ha alimentato in lui il bisogno di fermarsi a interrogarsi sul futuro. Lo spettacolo teatrale, scritto da lui e diretto da Ester Montalto, rappresenta forse il primo passo in questa nuova direzione, un luogo dove poter filtrare, attraverso un immaginario personale e bizzarro, i piccoli avvenimenti quotidiani e le grandi domande esistenziali che lo assillano. Sul palco, Angioni si racconterà come un uomo poco più che trentenne, un figlio unico che rielabora in chiave comica e filosofica tutto ciò che gli passa per la testa, dai ricordi più intimi alle riflessioni più curiose sulla storia e sul senso della vita, in un flusso di coscienza che promette di essere tanto divertente quanto rivelatore.

Un percorso artistico in evoluzione

Il “Round finale” dello show, che ha già ottenuto consensi in Italia e in Europa, non segna quindi semplicemente la conclusione di un ciclo fortunato, ma sembra configurarsi come un punto di partenza per una nuova maturità artistica. Angioni, senza indulgere in facili autocompiacimenti, dimostra di voler scavare più a fondo nella propria vena creativa, cercando forse una forma di controllo maggiore su una carriera che, dopo aver esploso in televisione, desidera riconquistare la dimensione più intima e diretta del teatro. Un percorso, il suo, che continua a evolversi, tenendo saldamente insieme la leggerezza della risata e il peso di una consapevolezza conquistata giorno dopo giorno, euro dopo euro, battuta dopo battuta.

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