Anche il fisco va in vacanza: sospesi i pagamenti, ma non le cartelle
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Redazione Economia
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Agosto, si sa, è il mese delle ferie, e quest’anno anche il fisco si adegua alla pausa estiva, garantendo ai contribuenti un temporaneo respiro dagli adempimenti più pressanti. La cosiddetta "tregua fiscale", infatti, blocca una serie di scadenze, pur senza interrompere del tutto l’attività dell’Agenzia delle Entrate. Se da un lato i versamenti di imposte, contributi e altri tributi slittano automaticamente al 20 agosto – come previsto dall’articolo 37 del decreto legge 223 del 2006 –, dall’altro le cartelle di pagamento continuano a essere notificate senza interruzioni, obbligando i cittadini a saldare le rate in scadenza.
La sospensione, che riguarda anche le comunicazioni di irregolarità e le lettere di compliance, si estende fino al 31 agosto, mentre gli avvisi bonari – quelli che invitano al pagamento volontario per evitare sanzioni – vedono i loro termini congelati fino al 4 settembre. A beneficiarne sono soprattutto i contribuenti che, in caso di ritardo, non incorreranno in penalità purché regolarizzino la propria posizione entro le nuove scadenze.
Non tutti i processi, però, si fermano. I termini legati alla giustizia tributaria, sospesi dal 1° al 31 agosto in base alla legge 742 del 1969, torneranno a decorrere a settembre, mentre l’Agenzia delle Entrate interrompe solo temporaneamente le richieste di documenti e informazioni derivanti da controlli già avviati. Una misura che, se da un lato alleggerisce il carico burocratico, dall’altro non significa affatto che i conti con il fisco siano chiusi: le cartelle, come detto, viaggiano senza sosta, e chi ha rate in scadenza dovrà pagarle come di consueto.




