"Afd è un pericolo", il nodo del divieto dopo la sentenza dell’intelligence

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Dopo tre anni di indagini, migliaia di pagine di documenti e un’analisi minuziosa di programmi, discorsi e iniziative, l’Ufficio federale per la protezione della Costituzione (BfV) ha certificato quello che in molti, in Germania, sospettavano da tempo: Alternative für Deutschland (Afd) è un «partito di estrema destra che viola la dignità umana». Una definizione netta, che non lascia spazio a interpretazioni, e che riapre il dibattito su un possibile divieto.

La decisione, annunciata ieri, non giunge inaspettata. Già lo scorso gennaio, milioni di tedeschi erano scesi in piazza per protestare contro l’ascesa del partito, accusato di minare i principi democratici. Ma ora, con l’etichetta ufficiale di «estremista», la questione assume un peso diverso. Le autorità potranno intensificare i controlli, ricorrendo a intercettazioni, perquisizioni e persino infiltrati.

«L’idea etnica-nazionale del popolo che prevale nell’Afd non è compatibile con l’ordinamento democratico», ha dichiarato il BfV, sottolineando come la retorica del partito, guidato da Alice Weidel, alimenti divisioni e disprezzo per le minoranze. Una posizione che ha scatenato reazioni oltreoceano, dove il vicepresidente americano J.D. Vance ha paragonato la situazione alla costruzione di un «nuovo muro», stavolta ideologico. «L’establishment tedesco sta cercando di distruggere il partito più popolare della Germania orientale», ha scritto su X, in un post che ha sollevato polemiche.

A Berlino, intanto, il cancelliere Olaf Scholz ha ribadito che la democrazia tedesca «non tollererà chi ne mina i valori», pur evitando di pronunciarsi esplicitamente su un eventuale bando. La strada per una messa al bando, del resto, è lunga e complessa: richiederebbe il via libera della Corte costituzionale, che in passato ha sciolto solo due partiti nella storia della Repubblica federale.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.