Alexa arriva in Italia: il nuovo assistente che parla (quasi) come noi

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   C’è stato un momento, nell’ultimo anno, in cui abbiamo pensato di dismettere gli Echo sparsi per casa. Li usavamo sempre meno volentieri, lo ammetto: giusto per i timer – quando funzionavano – o per aprire il portone, qualche luce accesa qua e là e la solita lista della spesa ripetuta a comando. La sensazione, per molti utenti come me, era quella di assistere a un lento declino dell’affidabilità di Alexa, quasi come se la voce a cui ci eravamo abituati avesse improvvisamente perso la memoria delle piccole routine quotidiane. E invece, a sorpresa, arriva Alexa+, e non si tratta affatto di un semplice aggiornamento.

Disponibile in Italia in Accesso Anticipato da metà aprile, la nuova versione dell’assistente di Amazon segna un cambio di paradigma radicale, abbandonando i vecchi comandi rigidi per abbracciare l’intelligenza artificiale generativa. A differenza del passato, dove ogni richiesta doveva essere formulata con precisione chirurgica pena l’incomprensione, ora si può conversare. Si possono usare frasi incomplete, cambiare argomento a metà del discorso o addirittura usare espressioni colloquiali; il sistema, grazie a un’architettura basata su modelli linguistici avanzati (LLM) orchestrati tramite Amazon Bedrock, segue il filo del discorso senza perdersi. Non è più un questionario a risposta multipla, diventa una chiacchierata.

Una rivoluzione fatta di azioni concrete e memoria di ferro

La vera differenza, però, la si vede nei fatti. Mentre la vecchia Alexa si limitava a rispondere o a eseguire, questa nuova versione – che potremmo definire un “agente” – agisce nel mondo reale. Chiedetele di prenotare un tavolo (l’integrazione con TheFork è in arrivo), di fare la spesa tenendo conto che la vostra compagna è vegetariana, o semplicemente ditele “fa caldo qui dentro”, e lei abbasserà il termostato senza bisogno di specificare la temperatura. Questa capacità di connettere centinaia di servizi e dispositivi è il cuore pulsante dell’operazione: non è solo intelligenza fine a sé stessa, ma operatività.

E poi c’è la memoria. Alexa+ ricorda. Non nel senso vago di “impara le tue abitudini”, ma in modo profondamente contestuale. Se le dite “ricorda che Luca non mangia frutta secca”, quando più tardi cercherete una ricetta per cena, lei eviterà automaticamente gli ingredienti fuori lista. Lo stesso vale per la musica, per i viaggi, per la squadra del cuore: il sistema assorbe informazioni implicite ed esplicite per personalizzare ogni singola interazione. È una caratteristica che la rende molto più vicina a un assistente personale che a un semplice altoparlante intelligente, capace addirittura di distinguere i diversi membri della famiglia grazie al riconoscimento vocale.

Made in Italy (almeno nel carattere) e costi trasparenti

C’è un aspetto che merita attenzione, e riguarda l’autenticità. Sviluppare Alexa+ per l’Italia non è stata una semplice traduzione. Nel centro di ricerca e sviluppo di Torino, scienziati e ingegneri nostrani hanno lavorato per adattare il linguaggio alle nostre sfumature. L’assistente sa che non si ordina un cappuccino dopo pranzo, capisce la differenza tra un brindisi (“Salute!”) e la risposta a uno starnuto, e si destreggia tra le inflessioni regionali. Non è un robot con accento straniero; parla (quasi) come noi, con le nostre stesse espressioni idiomatiche.

Per quanto riguarda i costi, il messaggio di Amazon è chiaro. Durante il periodo di Accesso Anticipato, che è iniziato il 15 aprile, Alexa+ è completamente gratuita per tutti. Una volta conclusa questa fase, il servizio avrà un costo di 22,99 euro al mese. C’è però un’eccezione sostanziale: per chi è abbonato a Prime, l’assistente rimarrà incluso senza costi aggiuntivi. Una mossa che lega ancora di più il servizio vocale all’ecosistema dell’abbonamento, trasformando Alexa+ in un valore aggiunto per chi spedisce e guarda video in streaming.

L’accesso e la compatibilità con i dispositivi

Per mettere le mani su questa nuova intelligenza, ci sono due strade principali. La prima è la più semplice: acquistare un nuovo dispositivo Echo, come Echo Show 8, Echo Show 11 o Echo Studio, che garantiranno l’accesso immediato grazie alla loro maggiore potenza di calcolo. La seconda è per chi, come me, ha già una casa piena di dispositivi compatibili: basterà registrarsi sul sito dedicato (amazon.it/nuovalexa) e attendere un invito, che Amazon distribuirà progressivamente nelle prossime settimane.

La continuità poi è notevole. Potete iniziare a cercare una ricetta su Echo Show in cucina, poi uscire di casa e continuare la conversazione direttamente dall’app sul telefono mentre siete al supermercato. Alexa+ mantiene il contesto, non si ferma alle porte di casa. Con l’aggiunta della gestione della sicurezza (presto integrerà le ricerche nei feed delle videocamere Ring) e la capacità di creare routine vocali complesse senza toccare lo smartphone, il salto generazionale è più che evidente. Resta da vedere come si comporterà nella vita di tutti i giorni, una volta passata l’euforia del primo impatto, ma le premesse per rivoluzionare la nostra relazione con la tecnologia in casa ci sono tutte.

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