Spread Btp-Bund in calo a 76 punti, i mercati reagiscono alle tensioni Usa-Iran

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Lo spread Btp-Bund apre il 19 maggio in calo a 76 punti base, quattro in meno rispetto alla seduta precedente, mentre i rendimenti dei titoli italiani si allontanano dalla soglia del 4%. Il Btp benchmark a dieci anni scende infatti al 3,91%, in un contesto che vede un generale raffreddamento della pressione sui titoli di Stato europei dopo i forti rialzi registrati nei giorni scorsi. La riduzione del differenziale arriva dopo una fase di forte volatilità sui mercati obbligazionari, alimentata dalle tensioni tra Stati Uniti e Iran legate al cessate il fuoco e alle prospettive del conflitto.

Nel corso della giornata precedente lo spread aveva toccato alcuni dei livelli più elevati delle ultime settimane, spinto dall’aumento dell’avversione al rischio e dalla corsa ai rendimenti sui mercati internazionali. In apertura di seduta il differenziale tra Btp italiani e Bund tedeschi si muove comunque in un intervallo ristretto tra 74 e 76 punti base, con il rendimento del decennale italiano indicato tra il 3,89% e il 3,91%. Il Bund tedesco a dieci anni si porta invece al 3,12%, mentre anche altri titoli governativi europei mostrano una fase di rallentamento dei rendimenti dopo i forti movimenti della scorsa settimana.

Rendimenti sotto pressione tra Europa e Stati Uniti

La tensione resta comunque elevata soprattutto sul mercato americano, dove il T-Bond continua a mantenersi su livelli considerati molto alti. Il rendimento del titolo di Stato statunitense si avvicina infatti al 4,65%, restando appena sotto il 4,6% anche nelle ultime rilevazioni. Una dinamica che continua a influenzare l’intero comparto obbligazionario globale, compresi i titoli europei. Anche i Gilt britannici registrano un calo dei rendimenti, con il decennale inglese indicato al 5,09%, mentre i Btp italiani scendono fino al 3,877% nelle contrattazioni dell’Eurozona.

Secondo Simon Wiersma, Investment Manager di Ing, sul fronte geopolitico non sono emersi progressi concreti nel confronto tra Stati Uniti e Iran. Le tensioni internazionali continuano quindi a rappresentare un elemento di pressione sui mercati finanziari, in particolare sul comparto obbligazionario. Il movimento dello spread Btp-Bund viene letto anche alla luce di prospettive considerate più instabili nella fase successiva al conflitto, mentre i rendimenti di mercato restano orientati verso livelli elevati rispetto all’inizio dell’anno.

Le vulnerabilità dell’Italia e il peso del debito

Neil Mehta, Portfolio Manager di Rbc BlueBay, ricorda che nei primi mesi dell’anno i Btp italiani erano arrivati a scambiare sotto i 60 punti base rispetto ai Bund tedeschi. A sostenere il restringimento dello spread avevano contribuito la stabilità politica italiana, gli interventi per il consolidamento del debito pubblico e l’ampliamento della base di investitori regionali. La fase attuale mostra però un mercato più sensibile ai fattori esterni, soprattutto in presenza di tensioni geopolitiche che incidono sui flussi finanziari e sui rendimenti internazionali.

Le vulnerabilità strutturali dell’Italia e i rischi legati alla crescita economica restano elementi osservati dagli investitori, soprattutto in una fase in cui i rendimenti globali rimangono elevati. Il differenziale con il Bund continua comunque a mantenersi lontano dai livelli di forte tensione registrati in passato, nonostante le oscillazioni delle ultime sedute. Il movimento dei titoli di Stato europei conferma un mercato ancora influenzato dagli sviluppi internazionali e dall’andamento dei Treasury americani, con gli investitori concentrati sulle prossime evoluzioni del quadro geopolitico e monetario.

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