Il ponte sullo Stretto, tra memoria e futuro: il video di Fascina riaccende il dibattito

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Marta Fascina, deputata di Forza Italia, ha pubblicato un video in cui Silvio Berlusconi, scomparso due anni fa, ribadiva l’importanza del ponte sullo Stretto di Messina, definendolo "una priorità assoluta non solo per collegare Calabria e Sicilia, ma per completare uno dei principali corridoi europei". Nel breve filmato, il Cavaliere – che più volte, da premier, aveva sostenuto il progetto – ricordava come l’opera fosse stata "bloccata per due volte da governi della sinistra". Un messaggio a cui Fascina ha voluto aggiungere un tributo personale: "A te amore mio, che lo hai pensato, che lo hai sognato, che lo hai promosso!!!".

Quella del ponte è una storia che si ripete da decenni, tra annunci, proclami e false partenze. Un’ossessione politica, quasi una chimera, che ha attraversato governi di ogni colore senza mai materializzarsi. Eppure, oggi, l’attuale ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini sembra determinato a portare a compimento l’opera, ereditando – e rilanciando – una visione che fu soprattutto berlusconiana. Il progetto, approvato dal Cipess, prevede una struttura da 3.300 metri, con una campata centrale che supererebbe ogni record attuale, surclassando persino il Ponte dei Dardanelli in Turchia (2.023 metri). Un’infrastruttura destinata a entrare nella classifica dei giganti dell’ingegneria mondiale, accanto al Golden Gate di San Francisco o al Verrazzano di New York.

I lavori, stando alle ultime indicazioni, dovrebbero iniziare tra fine settembre e ottobre 2025, con il cantiere che sorgerà a Villa San Giovanni, in località Santa Trada. Ma al di là delle date e dei numeri, ciò che colpisce è la persistenza di un’idea che, nonostante le polemiche e i dubbi tecnici, continua a resistere. Quasi come se il ponte non fosse solo un’opera fisica, ma un simbolo: quello di un’Italia che promette e fatica a mantenere, divisa tra ambizione e incapacità di guardare davvero al futuro.

Intanto, il video di Fascina riporta alla luce un pezzo di storia politica recente, mostrando quanto quel sogno – o quell’utopia, a seconda dei punti di vista – sia ancora vivo. E mentre c’è chi storce il naso, ricordando i costi e i rischi sismici, altri lo difendono come un’occasione irripetibile. Senza contare che, con Trump nuovamente alla Casa Bianca, gli equilibri internazionali potrebbero influenzare anche progetti come questo, in un gioco di alleanze e finanziamenti che va ben oltre i confini nazionali.

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