Terremoto a Napoli, ennesima scossa nei Campi Flegrei: paura e dati

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La terra trema ancora nei Campi Flegrei, un’area vulcanica da sempre sotto osservazione per la sua attività sismica. Oggi, 19 febbraio, poco prima delle ore 16, una doppia scossa ha riacceso la paura tra i residenti del napoletano. La prima scossa, di magnitudo 3, è stata seguita pochi minuti dopo da una seconda, più intensa, di magnitudo 3.1, entrambe con ipocentro a soli 2 chilometri di profondità. La superficialità degli eventi ha amplificato la percezione del sisma, avvertito nettamente in quartieri come Bagnoli, Fuorigrotta, Pianura e Agnano, nonché nei comuni di Pozzuoli e Bacoli.

I dati dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) confermano che lo sciame sismico in corso, iniziato il 15 febbraio scorso, ha già superato i 650 terremoti registrati. Di questi, 556 hanno avuto una magnitudo superiore a 1, 30 sono stati oltre il 2, mentre sei hanno superato il 3. La magnitudo massima finora rilevata è stata di 3.9, un valore che, seppur non distruttivo, mantiene alta l’attenzione per la frequenza e la profondità ridotta degli eventi.

Nella notte tra il 18 e il 19 febbraio, altre due scosse significative avevano già fatto tremare la zona: una alle 1.31 di magnitudo 3.1 e una seconda alle 4.04 di magnitudo 3, entrambe con ipocentro a 2 chilometri. L’Osservatorio Vesuviano, sede napoletana dell’INGV, ha ribadito che l’attività sismica è costantemente monitorata, anche se al momento non si registrano anomalie tali da far temere un’eruzione.

L’incontro informativo tenutosi a Pozzuoli, nella sede della Protezione Civile, ha cercato di rassicurare la popolazione, illustrando i dati raccolti e le misure di sicurezza adottate. Tuttavia, la frequenza delle scosse e la loro percezione netta, dovuta alla bassa profondità, continuano a generare preoccupazione tra i cittadini, molti dei quali vivono in un’area storicamente segnata dal bradisismo, il lento movimento del suolo che caratterizza i Campi Flegrei.

L’INGV ha sottolineato che, nonostante l’intensità degli ultimi eventi, non ci sono elementi che suggeriscano un’evoluzione critica a breve termine. Tuttavia, la situazione rimane delicata, e l’attenzione degli esperti è massima, con strumenti di monitoraggio costantemente attivi per captare eventuali segnali di cambiamento.

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