Tragedia a Lourdes, autista ligure travolto dal suo pullman in sosta

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La sera di Pasqua, il santuario di Lourdes – meta da decenni di un flusso ininterrotto di pellegrini – è stato teatro di un incidente mortale che ha sconvolto la routine di uno dei parcheggi a servizio del luogo di culto. Federico Prato, 55 anni, originario di Isola del Cantone, nell’entroterra genovese, ha perso la vita dopo essere stato travolto dal mezzo che lui stesso conduceva. L’uomo, che lavorava per una ditta di autonoleggio con sede a Savignone, aveva appena completato il trasporto di un gruppo di fedeli provenienti dalla Liguria; un viaggio, quello appena concluso, che si inseriva in un più ampio pellegrinaggio verso la cittadina francese.

La dinamica dell’incidente, ancora al vaglio degli inquirenti

Secondo le prime ricostruzioni fornite dalle autorità transalpine, il pullman – parcheggiato su un’area in pendenza e privo di passeggeri a bordo – avrebbe improvvisamente iniziato a muoversi per cause che gli investigatori stanno ancora cercando di accertare. Prato si trovava all’esterno del veicolo in quel momento, probabilmente per una breve sosta prima di ripartire, quando si è reso conto che il bus stava scivolando lungo la strada. Nel tentativo disperato di fermarne la corsa, l’autista è stato agganciato e quindi travolto dal suo stesso mezzo; quest’ultimo, dopo aver proseguito la traiettoria incontrollata, si è infine schiantato contro l’abitazione situata a valle del parcheggio. Nessun’altra persona, va sottolineato, è rimasta coinvolta nell’impatto.

Il contesto: un pellegrinaggio trasformato in dramma

Quella che doveva essere una tappa come tante – parte di un cammino di fede verso uno dei santuari più visitati al mondo – si è invece trasformata in un evento funesto. L’orario, poco prima delle 21 di domenica, colloca l’accaduto in una fascia serale nella quale l’afflusso di pellegrini nei piazzali risulta generalmente ridotto; una circostanza, questa, che ha probabilmente scongiurato conseguenze ancora più gravi. I media locali francesi hanno ripreso la notizia con sobrietà, limitandosi a riportare i pochi elementi forniti dalla polizia: il mezzo era regolarmente posteggiato, il freno a mano sarebbe stato inserito (sebbene sia questo un dettaglio ancora da verificare ufficialmente) e nessun passeggero si trovava a bordo al momento della franata.

Le indagini e i riscontri tecnici sul mezzo

Gli inquirenti stanno ora concentrando i loro accertamenti sulla possibile rottura di un componente meccanico – un guasto all’impianto frenante o al sistema di trasmissione, per esempio – oppure su un errore umano nella procedura di posteggiamento su strada in pendenza. La procura francese, che ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo, ha già disposto il sequestro del pullman per effettuare perizie approfondite; nel frattempo, i carabinieri di Genova hanno fornito alle autorità d’Oltralpe i dati identificativi della ditta di autonoleggio per la quale Prato lavorava da anni. Nessuna ipotesi, a oggi, viene scartata: si va dal cedimento improvviso del freno di stazionamento a una manovra di sosta eseguita in condizioni di scarsa illuminazione, ma saranno le verifiche tecniche a stabilire l’esatta sequenza degli eventi.

Un lutto che tocca due comunità dell’entroterra ligure

La notizia della morte di Federico Prato ha rapidamente fatto il giro dei paesi tra la valle Scrivia e lo Jonchino, dove l’uomo era conosciuto non solo come conducente esperto ma anche come figura discreta e affidabile. La ditta di Savignone, per la quale accompagnava regolarmente comitive in tutta Europa, ha espresso vicinanza alla famiglia attraverso una breve nota interna, senza rilasciare dichiarazioni pubbliche. Il del 55enne verrà rimpatriato nelle prossime ore, non appena la magistratura francese avrà concluso gli adempimenti autoptici. Resta intanto il nodo centrale dell’inchiesta: perché un pullman fermo su un pendio, all’improvviso, si è messo in movimento da solo, trasformando una normale sosta in una trappola mortale per l’uomo che quel mezzo lo conosceva meglio di chiunque altro.

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