Cede balconcino a Santa Maria la Carità: quattro feriti, un 27enne operato alla milza

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un sopralluogo per verificare l'andamento dei lavori di ristrutturazione si è trasformato in un volo di diversi metri. È accaduto domenica pomeriggio a Santa Maria la Carità, in provincia di Napoli, quando il balconcino di un appartamento al piano ammezzato è ceduto sotto il peso delle quattro persone che vi si erano affacciate. I feriti sono tutti componenti della stessa famiglia, proprietari dell'immobile.

La dinamica e i feriti

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, intervenuti in via del Canneto numero 76 insieme ai soccorsi, l'abitazione era disabitata e interessata da lavori di ristrutturazione. Sul balcone si trovavano il 67enne proprietario, la figlia di 38 anni, il figlio di 27 e la compagna di quest'ultimo, di 23 anni. Il cedimento è stato improvviso e tutti sono precipitati al suolo insieme alla struttura.

Le condizioni più critiche sono apparse subito quelle del ventisettenne, trasportato in codice rosso all'Ospedale del Mare di Napoli. Il giovane è stato sottoposto a un intervento chirurgico alla milza, andato a buon fine. Ha riportato anche alcune fratture al volto, ma non è in pericolo di vita e le sue condizioni risultano stabili. La compagna è stata invece trasferita al Cardarelli per una frattura al bacino.

La prognosi e le dimissioni

Gli altri due feriti, il padre e la figlia, sono stati condotti nel vicino ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia. L'uomo ha riportato una frattura alla caviglia, mentre la donna ha subito le lesioni meno gravi. Entrambi hanno poi lasciato il nosocomio: la 38enne è stata dimessa, mentre il 67enne ha firmato per le dimissioni. La giovane ricoverata al Cardarelli è stata a sua volta dimessa dopo gli accertamenti.

Il contesto e le indagini

Santa Maria la Carità è un comune di circa 11.800 abitanti situato nella piana stabiese-vesuviana, al confine con l'Agro Nocerino-Sarnese. Il territorio, che ha ottenuto l'autonomia amministrativa solo nel 1978, confina con Castellammare di Stabia, Pompei, Scafati, Sant'Antonio Abate e Gragnano. L'area in cui si è verificato il crollo si trova in una zona periferica del paese, interessata da un tessuto edilizio frammentato che si sviluppa lungo gli assi viari principali.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione locale e del comando di Sant'Antonio Abate, che hanno avviato gli accertamenti per chiarire le cause del cedimento strutturale. La Procura della Repubblica di Torre Annunziata ha aperto un fascicolo conoscitivo per fare luce sull'accaduto. Gli inquirenti dovranno verificare se il balcone fosse stato interessato da interventi edili non conformi o se il crollo sia da attribuire a un difetto preesistente della struttura, che non avrebbe retto il peso delle quattro persone.

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