Il Tesoro punta sulle famiglie con il nuovo Btp Valore da marzo, cedole step-up e premio fedeltà
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Redazione Economia
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Dopo aver raccolto ordini record per 157 miliardi di euro sul mercato istituzionale con un Btp quindicinale, il ministero dell’Economia, guidato da Giancarlo Giorgetti, torna a bussare alla porta dei piccoli risparmiatori. L’appuntamento è fissato per i primi di marzo, quando dal 2 al 6 dello stesso mese, salvo chiusura anticipata, verrà collocato il settimo Btp Valore, uno strumento ormai rodato e pensato esclusivamente per le famiglie italiane, le quali, va detto, negli ultimi anni hanno letteralmente riscoperto l’abitudine a investire in titoli di Stato -9.
Un meccanismo a cedole crescenti pensato per il retail
L’emissione, la prima del 2026, presenterà una struttura ormai familiare a chi ha seguito le precedenti tornate: durata di sei anni con un meccanismo di cedole crescenti, il cosiddetto “step-up”, che verrà declinato in tre finestre temporali da due anni ciascuna -4-10. Le cedole, pagate con cadenza trimestrale, offriranno quindi un rendimento destinato ad aumentare progressivamente con il passare del tempo, una caratteristica che piace a chi cerca un flusso di reddito periodico e prevedibile, e che al contempo premia la fedeltà dell’investitore che mantiene il Titolo in portafoglio per l’intero arco della sua vita naturale. A tal proposito, il Tesoro ha confermato anche per questa edizione il premio fedeltà finale, un extra pari allo 0,8% del capitale nominale investito, riservato a quanti sottoscriveranno il titolo nei giorni di collocamento e lo deterranno sino alla scadenza -5-6. Non ci resta che aspettare venerdì 27 febbraio, giorno in cui via XX Settembre diramerà i tassi minimi garantiti per i tre periodi, insieme al codice ISIN che identificherà il titolo, con la possibilità – come da prassi – che tali rendimenti vengano poi ritoccati al rialzo al termine del collocamento, qualora le condizioni del mercato secondario lo dovessero suggerire -1.
L’acquisto e i vantaggi fiscali, un binomio vincente
Le modalità di sottoscrizione ricalcheranno fedelmente quelle dei collocamenti passati, confermando la volontà di rendere l’operazione quanto più accessibile e semplice possibile per il pubblico dei non addetti ai lavori. Si potrà investire, a partire da un lotto minimo di mille euro, attraverso il proprio home banking se abilitato alle funzioni di trading online, oppure recandosi presso la propria banca o un qualsiasi ufficio postale dotato di conto deposito titoli -6-10. L’emissione avverrà alla pari, dunque senza alcun aggravio di costo per il sottoscrittore, che non dovrà corrispondere commissioni durante la fase di collocamento, ferme restando le eventuali spese di tenuta del conto titoli applicate dai singoli istituti di credito. Sul fronte fiscale, il trattamento rimane quello agevolato tipico dei titoli di Stato, con un’aliquota del 12,5% su cedole e premio fedeltà, l’esenzione dalle imposte di successione e l’esclusione dal calcolo Isee fino a cinquanta mila euro investiti, elementi che contribuiscono in modo determinante ad accrescere l’attrattività del prodotto -4-5.
Il successo dei precedenti collocamenti e il contesto economico
L’insistenza del Tesoro su questo canale privilegiato non è certo casuale, ma trova la sua ragion d’essere nei numeri raccolti nelle precedenti emissioni, che testimoniano un’affezione crescente del pubblico per questa tipologia di debito sovrano. Dalla prima emissione del 2023, che superò abbondantemente i diciotto miliardi di raccolta, sino alla sesta dello scorso ottobre, che si attestò intorno ai sedici miliardi e mezzo, il flusso di denaro proveniente dalle famiglie non ha mai conosciuto battute d’arresto -6-10. Un’analisi della Fabi ha recentemente evidenziato come le famiglie e le imprese italiane detenessero ad agosto 2025 la bellezza di 442,4 miliardi di euro di debito pubblico, una cifra che rappresenta quasi il doppio rispetto al minimo toccato nel 2021, segno inequivocabile di una rinnovata fiducia o, quantomeno, di una ricerca di rifugio in strumenti percepiti come sicuri in un panorama economico che, nonostante tutto, mantiene margini di incertezza -9. A ciò si aggiunge il dato del collocamento record di febbraio, che ha visto una partecipazione estera massiccia – oltre l’83% degli ordini – a dimostrazione di un appetito globale per il debito italiano che non accenna a diminuire -1. Sul fronte dei rendimenti attesi per questo nuovo Btp Valore, gli analisti provano a fare qualche proiezione, ipotizzando che i tassi possano attestarsi su livelli simili a quelli delle ultime emissioni, magari con un leggero premio rispetto ai Btp a tasso fisso di analoga durata, ma bisognerà attendere i dati ufficiali del 27 febbraio per avere un quadro più chiaro -1. Intanto, un altro appuntamento fisso per chi già detiene questi titoli è fissato per il 14 febbraio, quando il Btp Valore con scadenza maggio 2030 staccherà la sua settima cedola trimestrale, che in questo caso specifico, per i primi tre anni di vita del titolo, è ancorata a un tasso annuo lordo del 3,35%, corrispondente a una cedola lorda dello 0,8375% sul lotto minimo -2-7.




