Virtus Bologna, capolista solitaria dopo il brivido di Varese

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Un testa a testa amaro, che si è risolto soltanto negli ultimi, concitati secondi, ha caratterizzato la sfida tra la Openjobmetis Varese e la Virtus Bologna, campione d’Italia, in un palasport di Masnago che, nonostante l’esito finale, ha tributato ai propri beniamini un applauso scrosciante. La squadra di casa, la quale ha disputato forse la sua miglior partita della stagione, è riuscita a tenere testa ai blasonati avversari per oltre tre quarti di gioco, costringendoli a un rimorchio faticoso e a un finale di gara dal respiro corto, dove ogni azione assumeva il peso di uno spartito decisivo. Come già accaduto in precedenti occasioni contro formazioni di alto livello, l’epilogo ha però visto gli avversari, forti di un talento individuale superiore e di un atletismo fuori dalla norma, compiere la svolta decisiva.

La volata finale e le triple del sorpasso

Quando il punteggio era in perfetta parità e la partita sembrava ormai destinata a risolversi in un colpo di scena, sono state due triple, una delle quali definita pazzesca, a spezzare l’incantesimo e a consegnare il successo alla squadra bolognese. L’una, firmata da un giocatore noto per le sue prestazioni decisive, ha sancito il momentaneo sorpasso; l’altra, pochi istanti dopo, ha allungato il divario, chiudendo di fatto la contesa sul 77-83. In quelle giocate, fulminee e tecnicamente impeccabili, si è concentrata la differenza tra le due compagini: da un lato, la capacità di gestire la pressione negli istanti cruciali, dall’altro lo sconforto per un’occasione mancata che pareva invece a portata di mano.

Il peso del calendario e il campo storicamente ostico

La vittoria della Virtus, che le permette di agganciare il secondo successo consecutivo lontano dal proprio campo e di diventare capolista solitaria in attesa delle altre partite del turno, assume un valore particolare se si considera il contesto in cui è maturata. Varese, infatti, rappresenta storicamente un terreno di gioco difficile per i bianconeri, i quali vi sono arrivati al termine di una settimana logorante, segnata da trasferte internazionali che hanno impegnato la squadra tra la Lituania e la Baviera, con conseguente scarso tempo a disposizione per gli allenamenti in palestra. Questo rende ancor più significativo il risultato ottenuto, frutto di una resistenza fisica e mentale non comune, capace di sopperire alla fatica accumulata.

I protagonisti sul parquet

A trascinare la squadra di coach Ivanovic verso questo importante traguardo sono stati in particolare due giocatori, autori di diciassette punti ciascuno, affiancati dalla consueta, determinante regia di un compagno decisivo nel finale. La Openjobmetis, nonostante la sconfitta e la posizione in classifica, ha saputo offrire una prestazione di carattere, costringendo i campioni d’Italia a dare il massimo fino all’ultimo secondo e meritandosi, al di là del risultato, il riconoscimento del pubblico e degli addetti ai lavori per l’orgoglio e la qualità del gioco espresso.

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