Israele-Hamas, fase 2: sei ostaggi liberati e quattro corpi consegnati

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La complessa trattativa tra Israele e Hamas entra in una nuova fase, segnata da sviluppi che mescolano speranza e dolore. Sabato, sei ostaggi in vita saranno rilasciati dal gruppo militante palestinese, mentre giovedì verranno consegnati a Israele i corpi di quattro prigionieri deceduti, tra cui quelli dei fratellini Bibas, la cui vicenda ha profondamente scosso l’opinione pubblica israeliana. L’accordo, mediato da Qatar ed Egitto, prevede inoltre che la prossima settimana siano restituiti i resti di altri quattro ostaggi, secondo quanto riferito dall’ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu.

La decisione di Hamas, annunciata dal capo negoziatore Khalil Al-Hayya attraverso la tv al-Aqsa, arriva dopo consultazioni con i mediatori internazionali e la leadership del movimento a Gaza. Tra i sei ostaggi che saranno liberati sabato figurano due israeliani, Avera Mengistu e Hisham al-Sayed, trattenuti nell’enclave palestinese da oltre un decennio. Le famiglie dei prigionieri sono già state informate, ma il governo israeliano ha chiesto alla stampa di non divulgare ulteriori dettagli sui nomi, per evitare speculazioni premature.

La consegna dei corpi di giovedì, tra cui quelli dei bambini Bibas, rappresenta un momento particolarmente doloroso. Yarden Bibas, il padre e marito rilasciato da Hamas lo scorso febbraio, aveva mantenuto viva la speranza di rivedere la sua famiglia, nonostante le notizie già circolate nei mesi precedenti sulla loro morte. «Le autorità israeliane non hanno mai confermato la loro morte», aveva ripetuto più volte, aggrappandosi a un’ultima, flebile possibilità. Oggi, tuttavia, quella speranza sembra svanire definitivamente.

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