Hamas annuncia il recupero dei corpi di ostaggi deceduti e mostra apertura al negoziato

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Una fonte interna ad Hamas, che ha chiesto di rimanere anonima, ha dichiarato alla televisione saudita Al-Arabiya che il gruppo ha avviato le operazioni per il recupero dei corpi di alcuni ostaggi deceduti. Per portare a termine un’attività, che presenta evidenti difficoltà logistiche in un teatro di guerra, è stata formalmente richiesta la sospensione dei bombardamenti israeliani. La notizia, se confermata, aggiungerebbe un ulteriore, drammatico tassello a una vicenda che tiene da mesi in apprensione un’intera nazione, mentre le diplomazie lavorano senza sosta per trovare una soluzione.

Disponibilità di Hamas a un accordo

Parallelamente, un alto funzionario dell’organizzazione, parlando sempre in forma riservata all’agenzia di stampa AFP, ha ribadito la volontà di giungere a un’intesa. Hamas, ha affermato, è “molto interessato a raggiungere un accordo per porre fine alla guerra” e dare il via immediato a uno scambio di prigionieri, le cui modalità dovrebbero essere definite in base alle “condizioni sul campo”. Si tratta di dichiarazioni che, seppur non ufficiali, disegnano una possibile apertura in un negoziato finora caratterizzato da posizioni apparentemente inconciliabili.

La condizione per il rilascio degli ostaggi

La condizione posta per la liberazione totale degli ostaggi ancora in vita rimane, tuttavia, molto stringente. Come riferito da un importante esponente del gruppo alla rete al-Jazeera, il rilascio sarebbe subordinato a un ritiro completo e simultaneo delle forze israeliane dall’intera Striscia di Gaza. L’obiettivo, esplicitato senza ambiguità, è che l’ultimo soldato lasci il territorio nell’esatto momento in cui l’ultimo prigioniero varcherà il confine verso Israele. Una richiesta che rappresenta il cuore politico della trattativa e che finora è stata un punto di frizione insuperabile.

Il ruolo della diplomazia internazionale

Mentre sul terreno si susseguono queste dichiarazioni, la diplomazia internazionale prova a dare una struttura solida al dialogo. Una nuova tornata di colloqui, alla quale prenderanno parte l’inviato statunitense per il Medio Oriente e il genero del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, è infatti attesa in Egitto. Il loro obiettivo, complesso e delicato, sarà quello di definire i dettagli tecnici per un eventuale rilascio degli ostaggi e discutere le basi per un cessate il fuoco che possa durare nel tempo, costruendo forse su quanto dichiarato dalla stessa Hamas in termini di disponibilità.

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