Ferrante: "Dalla Calabria nuovo slancio, la nostra famiglia politica più forte"
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Redazione Interno
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Gli Stati generali del Mezzogiorno, organizzati da Forza Italia in Calabria sotto la regia del segretario regionale Francesco Cannizzaro, hanno segnato un momento di confronto e progettualità per il rilancio del Sud. Ministri, sottosegretari, dirigenti ed esponenti del partito si sono riuniti in una tre giorni dedicata alle politiche per ridurre i divari territoriali, ribadendo l’impegno del governo a favore del Mezzogiorno. Antonio Ferrante, intervenuto ai lavori, ha definito l’evento «una tappa fondamentale per tracciare la rotta della crescita», sottolineando come la Calabria possa diventare «protagonista di un nuovo sviluppo».
Non sono mancate, tuttavia, le polemiche. A sorprendere è stata l’omelia di don Nuccio Cannizzaro, sacerdote noto per le sue posizioni controverse, che durante la messa di apertura ha lanciato un messaggio in netto contrasto con i principi costituzionali. «Gesù sfidava la legge, basta con la cultura della legalità», ha dichiarato, suscitando reazioni sconcertate tra i presenti. Un’affermazione che riporta alla mente il suo passato giudiziario, legato a un’inchiesta per falsa testimonianza a favore di un boss locale, dalla quale era uscito assolto.
Proprio Cannizzaro, del resto, è stato al centro di un altro episodio significativo. Rivolgendosi ad Azione, ha escluso il partito di Carlo Calenda dalla coalizione di centrodestra in vista delle regionali. «Pensano ad altre direzioni, ma vadano via stasera», ha detto con tono perentorio. «Calenda, chi ti hai mai visto in Calabria? Restatene a Roma». Una chiusura netta, che segna un ulteriore inasprimento dei rapporti tra gli alleati e ridisegna gli equilibri in vista della competizione elettorale.




