Sal Da Vinci e l’eredità di famiglia: il quinto posto all’Eurovision e lo slancio di Francesco

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Sono passati poco più di cinquant’anni da quando, bambino, Sal Da Vinci salì per la prima volta su un palco, eppure il traguardo che celebra quest’anno – quel settembre 2026 in cui ricade l’anniversario del debutto – lo coglie in una forma smagliante, con una carriera rilanciata dalla vittoria al Festival di Sanremo e dall’avventura europea dell’Eurovision Song Contest.

L’artista, che ha portato il brano “Per sempre sì” fino alla kermesse di Vienna concludendo in quinta posizione la finale del 2026, non nasconde una certa meraviglia per la resistenza che la sua voce ha saputo esprimere nel tempo, per quella perseveranza che lo ha spinto a non mollare nonostante gli ostacoli di un percorso iniziato davvero molto presto.

L’eco di quel risultato internazionale – 281 i punti raccolti tra giurie e televoto, con punteggi massimi da Albania e Azerbaigian – risuona ancora nelle dichiarazioni rilasciate ai media, dove prevale il racconto di una rinascita artistica alimentata dal successo di “Rossetto e caffè” nel 2024, il vero ago della bilancia che ha ridisegnato la sua popolarità.

Il rammarico di Francesco: “L’Italia si è autoboicottata”

A gettare luce sui retroscena di quella competizione europea ci ha pensato, a distanza di settimane, il figlio Francesco, il quale – intervenendo ai microfoni di “La Volta Buona” – ha espresso una certa amarezza per quello che lui definisce un atteggiamento poco patriottico del pubblico italiano.

Secondo il ragazzo, infatti, la mancata spinta da casa avrebbe penalizzato la corsa del padre, tanto che persino i delegati degli altri paesi avrebbero notato questa sorta di “autoboicottaggio” italiano, un paradosso per una nazione che nel calcio, ad esempio, si stringe attorno alla Nazionale pur senza amare lo sport.

Se da un lato Sal ha incassato il responso della competizione con filosofia, ringraziando il pubblico per il sostegno ricevuto nonostante tutto, dall’altro le parole del primogenito tradiscono quella sensazione di ingiustizia percepita nell’ambiente, come se l’invidia – che a suo dire è un male tipicamente italico – avesse impedito di gioire appieno per un traguardo storico.

FDV, il nome d’arte per costruirsi un’identità

Mentre il padre continua a raccogliere i frutti di una popolarità ritrovata, Francesco Da Vinci (classe 1993, all’anagrafe Francesco Sorrentino) si muove con decisione lungo la scia musicale tracciata dalla famiglia, seppur con una precisazione che rivela una precisa strategia di branding: quella di utilizzare, per i propri progetti, il nickname FDV.

Una scelta, quest’ultima, forse dettata dalla volontà di distanziarsi da quel cognome ormai ingombrante che il trionfo sanremese ha reso ancor più celebre, ma che non ha impedito al giovane cantautore di mietere i primi consensi personali con il singolo “Signorina”.

La sua carriera, del resto, non è certo quella di un esordiente: autore per lo stesso genitore del brano “Per sempre sì” (oltre che co-firmatario per altri artisti), Francesco vanta un passato da concorrente a “The Voice of Italy” e persino un’esperienza come attore nella serie “Gomorra”, dove ha interpretato un ruolo minore legato alla banda dei Talebani.

Cinquant’anni di palco e il concerto generazionale all’Arena Flegrea

L’orgoglio di Sal Da Vinci per questo figlio che segue le sue orme è palpabile, soprattutto in un’annata così densa di impegni come quella del 2026, che lo vedrà protagonista di due serate evento alla Arena Flegrea di Napoli il 25 e 26 settembre. Una ricorrenza, quella dei cinquant’anni di carriera, che l’artista ha più volte definito “particolare” e densa di significati, quasi a voler sottolineare come la resilienza sia stata la chiave per sopravvivere a un ambiente – quello discografico e teatrale – che spesso tende a dimenticare in fretta i suoi interpreti.

E se il patriarca si prepara a celebrare mezzo secolo di onorato servizio artistico, il figlio Francesco intanto macina successi, forte di una solida base familiare (è sposato con Riccarda D’Ambrosio e padre di due bambine) e di una vena creativa che, a quanto pare, scorre copiosa nelle vene dei Sorrentino.

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