Lazio-Atalanta, Palladino punta alla finale per accorciare la strada verso l’Europa

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   La semifinale di andata della Coppa Italia, in programma domani sera allo stadio Olimpico con fischio d’inizio fissato per le ore 21:00, mette di fronte due realtà calcistiche che vivono momenti opposti, e lo specchio di questa differenza lo si ritrova nelle parole dei rispettivi tecnici. Da una parte Raffaele Palladino, allenatore dell’Atalanta, che vede nella competizione, e lo ha dichiarato senza mezzi termini a Sport Mediaset, non solo un trofeo da alzare al cielo ma anche e soprattutto “la strada più veloce per l’Europa”, un obiettivo, quello della qualificazione alle coppe, che per i bergamaschi è ormai consuetudine ma che va conquistato sul campo. La sua squadra, reduce dall’eliminazione della Juventus nei quarti e dall’impresa in Champions League contro il Borussia Dortmund, ha dimostrato di saper gestire la pressione dei grandi appuntamenti, sebbene in campionato, e lo ha ricordato anche lui, sia arrivata una sconfitta forse evitabile contro il Sassuolo. L’avversario, la Lazio, è stato battuto appena due settimane fa al Gewiss Stadium per 2 a 0, un risultato che, lungi dall’indurre al sottovalutazione l’ex tecnico del Monza, lo porta anzi a mettere in guardia i suoi: i biancocelesti, ha spiegato, “hanno il dente avvelenato e hanno voglia di batterci”, consapevole che una reazione d’orgoglio da parte della squadra di Maurizio Sarri è più che probabile.

Sarri e il divario colmato, la Lazio cerca una scintilla in una stagione complicata

Dall’altra parte della barricata, Maurizio Sarri non nasconde le difficoltà, ma nemmeno la volontà di giocarsi le proprie carte in una semifinale che rappresenta, oggettivamente, l’ultimo appiglio per dare un senso a un campionato fin qui deludente. Il tecnico toscano, nella conferenza stampa di presentazione del match, ha usato parole nette per descrivere il momento e la differenza di percorso tra le due società. Ha parlato di un “divario” con l’Atalanta che “si è allargato”, sottolineando come i nerazzurri, grazie a un lavoro decennale, “possono permettersi giocatori di alto livello”. Una constatazione, la sua, che suona come un appello indiretto alla proprietà affinché investa con maggior decisione, perché, ha aggiunto, “la Lazio deve fare così per tornare in Europa, serve una forza economica superiore”. Per la sua squadra, ha parlato di “anno zero” e della necessità di “rinascere tutti insieme”, conscio che l’entusiasmo, in un ambiente reso ancora più complicato dalla contestazione dei tifosi, va ritrovato in fretta e sul campo. La squadra, ha ammesso, arriva da una prestazione spenta contro il Torino, ma in coppa ha eliminato le due finaliste della scorsa stagione, un dato che offre qualche speranza in vista del doppio confronto.

Olimpico deserto e formazione: le scelte in un clima surreale

A rendere l’atmosfera ancora più particolare ci pensa la protesta del tifo organizzato, che ha deciso di disertare la curva e buona parte degli spalti anche per questo cruciale appuntamento. Una scelta che lascerà l’Olimpico semideserto, con una capienza che difficilmente supererà le poche migliaia di unità, privando la Lazio di quel sostegno che, specialmente in notti come questa, potrebbe fare la differenza. Sarri, interpellato sull’argomento, ha rispettato la decisione dei tifosi, ma non ha nascosto il rammarico: “ci mancano”, ha detto, evidenziando come la loro assenza si faccia sentire. In questo scenario surreale, le scelte tattiche acquistano un peso specifico ancora maggiore. Per l’Atalanta, Palladino dovrebbe confermare il collaudato 3-4-2-1, con Carnesecchi tra i pali e una difesa che, a seconda delle fonti, potrebbe vedere Djimsiti o Hien affiancare Scalvini, con Kolasinac in ballottaggio per una maglia. A centrocampo la coppia De Roon-Pasalic sembra la più accreditata, con Zappacosta e Bernasconi sulle fasce, mentre sulla trequarti Samardzic e Zalewski agiranno a sostegno di una punta che potrebbe essere Krstovic o Scamacca. Dalla parte della Lazio, Sarri dovrebbe rispondere con il suo 4-3-3, affidandosi a Provedel in porta e a una linea difensiva con Marusic e Tavares esterni, mentre al centro, visti i problemi fisici di Gila, spazio a Romagnoli e Provstgaard. A centrocampo Cataldi è il faro, affiancato da Taylor e Dele-Bashiru, con il capitano Zaccagni pronto a guidare l’attacco insieme a Dia e Isaksen, in attesa di capire se Noslin verrà preferito ad altri nel ruolo di centravanti. L’arbitraggio è stato affidato a Manganiello, coadiuvato al Var da Guida.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.