Meloni al G20, nella delegazione il diplomatico che andrà a Mosca
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Redazione Esteri
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La partecipazione italiana al vertice dei G20 in Sudafrica, un appuntamento segnato fin dalla sua vigilia dall'assenza del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, si articola attraverso una delegazione che include una figura diplomatica di primo piano, la cui designazione futura sembra delinearne gli impegni prossimi. Stefano Beltrame, che ricopre il ruolo di consigliere diplomatico del ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, non solo è parte integrante del seguito ufficiale ma, secondo quanto appreso, è stato designato come il prossimo ambasciatore a Mosca, un incarico che conferisce un particolare peso alla sua presenza in un contesto internazionale dove si discute anche del conflitto in Ucraina. La sua esperienza, che lo vide coordinare una missione alcuni anni fa, lo colloca in una posizione di raccordo tra le diverse istanze di politica estera, un elemento non trascurabile in un momento di delicate consultazioni.
Il doppio binario della diplomazia italiana
Accanto alla presenza fisica al vertice di Johannesburg, l'azione diplomatica italiana procede su un binario parallelo, quello delle consultazioni per un possibile accordo di pace riguardante l'Ucraina, previste in Svizzera. Per questo cruciale tavolo di lavoro, al quale si partecipa a livello di consiglieri per la sicurezza nazionale, l'Italia ha scelto di essere rappresentata da Fabrizio Saggio, il consigliere diplomatico della premier Giorgia Meloni, il quale ha per l'appunto interrotto la sua permanenza ai lavori del G20 per raggiungere la sede elvetica. Una scelta, questa, che evidenzia la volontà di presidiare simultaneamente fronti diversi, affidando ruoli di rappresentanza a figure di stretta fiducia che operano in coordinamento, sebbene su piani geograficamente distanti.
Le parole della premier e l'assenza di Washington
In un vertice dove l'assenza americana è stata notata, dato che toccherà proprio agli Stati Uniti assumerne la presidenza a breve, Giorgia Meloni è intervenuta pubblicamente, affrontando, tra gli altri, il tema più urgente: la crisi ucraina e il piano di pace elaborato da Washington. La posizione espressa dalla presidente del Consiglio ha insistito sul concetto di una "pace giusta", una formulazione che, per quanto essenziale, racchiude in sé l'idea già circolata in altre sedi ministeriali di un negoziato che non possa prescindere dal diretto coinvolgimento di Kiev. Trump, dal canto suo, ha motivato la propria assenza dal summit con una dichiarazione concernente una questione interna al paese ospitante, distaccandosi così dalla linea dei lavori.
Il profilo di Beltrame tra economia e sicurezza
L'attività di Stefano Beltrame, il cui profilo risulta centrale in questa fase, non si esaurisce nella mera consulenza diplomatica per il ministero dell'Economia. Egli, infatti, continua a partecipare attivamente al tavolo interministeriale che si occupa dei fondi Safe, ovvero gli strumenti finanziari con cui l'Italia sosterrà i programmi di riarmo nei prossimi anni. Questa sua duplice competenza, che spazia dalla delicata gestione delle relazioni internazionali alla supervisione di investimenti legati alla sicurezza, lo rende un funzionario di collegamento in settori strategici, la cui influenza si estende ben oltre il perimetro del dicastero di via XX Settembre.
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