Giorgia Meloni non andrà a Sanremo, Carlo Conti smentisce: “È fantascienza”

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Mancano ormai pochissimi giorni al debutto della settantesimaquinta edizione del Festival della canzone italiana, e come sempre accade alla vigilia della kermesse, il tam tam di indiscrezioni e retroscena si infittisce. L'ultima voce, rimbalzata rapidamente da un sito all'altro e alimentata anche da qualche organo di stampa, riguardava niente meno che la presenza della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, tra il pubblico del Teatro Ariston. Secondo quanto si apprendeva da presunti ambienti vicini alla produzione, ci sarebbe stato un invito informale, un contatto diretto e riservato tra il direttore artistico Carlo Conti e Palazzo Chigi per offrire alla premier un posto in prima fila, magari in una delle serate clou della manifestazione. Una suggestione, questa, che aveva immediatamente scatenato reazioni e commenti, mescolando nuovamente i piani – sempre delicati – della politica con quelli del puro intrattenimento leggero, e che avrebbe rappresentato una circostanza inedita nella storia del Festival: mai, infatti, un capo del governo in carica aveva assistito allo spettacolo dalla platea dell'Ariston.

Tuttavia, la ridda di voci è durata lo spazio di un mattino. A mettere nero su bianco – o meglio, un rosso cubitale su sfondo neutro – la parola fine è stato lo stesso Carlo Conti, che ha utilizzato il suo profilo Instagram per bollare la notizia con un'etichetta inequivocabile: “Fake”. Il conduttore, ormai prossimo a iniziare la sua quinta e ultima esperienza sul palco più famoso d'Italia, ha pubblicato lo screenshot di uno degli articoli incriminati, quello in cui si ipotizzava un interessamento della premier per la kermesse. Sul fermo immagine dell'articolo, che riportava nel sommario la possibilità di un invito privato recapitato da Conti alla presidente, il direttore artistico ha sovraimpresso la parola “Fake” in caratteri evidenti. E nel commento al post, per fugare ogni possibile dubbio residuo, ha voluto essere ancora più tranchant: “Questa è troppo grossa!!! Rasenta la fantascienza!!!!”.

L'ombra della politica e la secca replica social del direttore artistico

La secca smentita di Conti, caduta come una mannaia sui frizzi e la curiosità che la notizia aveva generato, arriva peraltro in un momento in cui il rapporto tra il Festival e il mondo politico si era già fatto piuttosto teso. Solo pochi giorni fa, la stessa Giorgia Meloni era intervenuta pubblicamente per commentare un'altra vicenda legata a Sanremo, ovvero il ritiro del comico Andrea Pucci dalla conduzione di una delle serate. In quell'occasione, la presidente del Consiglio aveva parlato di un “clima di intimidazione e di odio” e di una “deriva illiberale della sinistra”, schierandosi a fianco dell'artista che aveva rinunciato all'incarico dopo alcune polemiche. Questo precedente, se vogliamo, rendeva ancora più scivolosa l'ipotesi di una sua presenza fisica in sala: un conto è commentare a distanza le dinamiche della kermesse, un altro è sedersi in platea diventando, volente o nolente, parte integrante dello spettacolo e bersaglio, magari, delle telecamere e delle inevitabili interpretazioni del pubblico.

La tempestività con cui Conti ha voluto stroncare le illazioni, del resto, suggerisce la volontà di tenere la manifestazione lontana da strumentalizzazioni e di preservare quel clima di leggerezza che dovrebbe contraddistinguere una rassegna canora. Non è un mistero che la macchina del Festival sia un meccanismo complesso, in cui ogni dettaglio è studiato nei minimi termini, e la presenza di una figura istituzionale come la presidente del Consiglio avrebbe inevitabilmente alterato gli equilibri, imponendo protocolli di sicurezza, attenzioni mediatiche e un peso specifico difficile da gestire per una serata di musica e varietà. Con il suo intervento, ironico e perentorio al tempo stesso, Conti ha voluto ristabilire una gerarchia delle priorità: al centro, per lui che torna alla conduzione dopo diversi anni, ci devono essere le canzoni, i cantanti in gara e lo spettacolo.

Il caso chiuso e l'attesa per il debutto dell'edizione 2026

Archiviata la pratica, che ha tenuto banco per qualche ora sui social network e tra gli addetti ai lavori, l'attenzione degli organizzatori può quindi tornare a concentrarsi esclusivamente sugli impegni della prossima settimana. La macchina organizzativa è in moto da mesi e Conti, che nelle ultime interviste ha ribadito come questa sia la sua ultima esperienza da padrone di casa all'Ariston, ha già messo a punto tutti i dettagli: dalle scalette delle cinque serate agli orari di chiusura, che secondo le sue stime, considerati i trenta cantanti in gara, potrebbero protrarsi oltre l'una di notte nelle prime giornate. Ha anche raccontato, con la consueta ironia, che suo figlio Matteo sarà presente in sala per una settimana, più felice per la vacanza da scuola che per l'evento in sé, e che gli ha addirittura chiesto di non presentargli nessuno dei cantanti, segno di un distacco generazionale che strappa un sorriso.

Dal canto suo, Palazzo Chigi non aveva mai confermato né smentito ufficialmente la notizia, lasciando che fosse lo stesso ambiente sanremese a fornire le necessarie precisazioni. E così, mentre la premier continua a occuparsi di questioni ben più complesse, come gli interventi per il dissesto idrogeologico in Sicilia e Calabria o le misure per il taglio delle bollette, il palco dell'Ariston si prepara ad accendere le luci senza la sua presenza in prima fila. La suggestione di un presidente del Consiglio tra il pubblico, che per qualche ora aveva fatto sognare i cronisti in cerca di una storia, si è dissolta nel nulla. Resta la musica, come piace ricordare a Conti, quella “bistecca sulla griglia” che è l'unica vera protagonista, quando il fumo delle polemiche e delle indiscrezioni si è definitivamente dissipato.

Descione: Carlo Conti smentisce categoricamente la presenza di Giorgia Meloni a Sanremo 2026, definendo l'ipotesi "fantascienza" dopo le voci di un invito.

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