Zelensky a Oslo vede Witkoff, poi l'inviato di Trump andrà a Mosca da Putin

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Volodymyr Zelensky ha confermato che Stephen Witkoff, inviato speciale degli Stati Uniti, sarà a Mosca per incontrare Vladimir Putin. Lo ha detto il presidente ucraino ai giornalisti al termine di una giornata diplomatica a Oslo, dove aveva appena avuto un colloquio bilaterale con lo stesso Witkoff. L'annuncio arriva mentre la capitale ucraina veniva colpita da una nuova ondata di attacchi con droni, che ha provocato almeno un morto e sette feriti.

Il vertice norvegese e la richiesta di Kiev

L'incontro di Oslo non è stato un semplice faccia a faccia. Zelensky ha chiesto esplicitamente che Norvegia e Finlandia ospitassero il colloquio, coinvolgendo il primo ministro norvegese Jonas Gahr Støre e il presidente finlandese Alexander Stubb. A questi si sono aggiunti, secondo quanto riportato da Axios, rappresentanti dei paesi E4 (Regno Unito, Francia, Germania e Polonia) e funzionari di Unione europea e Nato. Jared Kushner, consigliere e genero di Donald Trump, ha partecipato in videoconferenza perché influenzato.

La richiesta ucraina di includere gli alleati europei risponde all'esigenza di non lasciare il negoziato nelle sole mani di Washington e Mosca, in un momento in cui il sostegno americano a Kiev appare sempre più condizionato.

La pressione di Trump e le concessioni territoriali

Lo scenario in cui si inserisce la missione di Witkoff è quello delineato dal New York Times: Donald Trump starebbe premendo su Zelensky affinché accetti un accordo di pace che preveda la cessione dei territori occupati dalla Russia nelle province orientali dell'Ucraina. Secondo il quotidiano americano, il presidente statunitense avrebbe comunicato a Kiev che resistere per mantenere le porzioni occupate del Donbass non conviene, prospettando in cambio potenziali benefici economici.

Si tratta di una prospettiva che l'Ucraina ha respinto finora, ma che arriva in una fase di forte tensione tra le due capitali: nelle settimane precedenti Zelensky aveva accusato Washington di aver rallentato la condivisione di intelligence e le forniture di armi, accuse che l'amministrazione americana ha respinto.

I raid su Kiev e il bilancio delle vittime

Mentre la diplomazia si muoveva in Scandinavia, la guerra non si è fermata. Un massiccio attacco con droni ha colpito Kyiv nella giornata di martedì, causando almeno un morto e sette feriti. Il sindaco della capitale, Vitali Klitschko, ha precisato che un drone nemico si è schiantato nei pressi di una stazione di servizio al confine con la regione di Kyiv. I quartieri interessati sono stati Holosiivskyi, dove detriti sono caduti sui piani superiori di una struttura sanitaria, e Solomianskyi, dove i resti di un altro drone hanno danneggiato i binari ferroviari.

Cinque dei feriti sono stati trasportati in ospedale in condizioni moderate, mentre altri due hanno ricevuto cure ambulatoriali.

Il ruolo di Kushner e l'agenda russa

La presenza di Kushner, seppur da remoto, segnala il coinvolgimento diretto della cerchia familiare del presidente americano nel dossier ucraino. Secondo il New York Times, la sua partecipazione alla missione in Russia sarebbe ancora in forse, mentre è certo che Witkoff proseguirà verso San Pietroburgo per incontrare Putin. Tra i temi sul tavolo ci sarebbe anche il rilascio di un cittadino americano detenuto in Russia, un risultato che l'amministrazione Trump considererebbe un primo passo concreto in vista delle elezioni di metà mandato.

Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha dichiarato che Mosca attende da Witkoff informazioni sui suoi contatti con la parte ucraina ed europea.

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