Sesto San Giovanni, il biglietto d’addio e il silenzio di due donne trovate senza vita nel loro letto
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Redazione Interno
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Il dramma domestico, quello che matura lentamente tra le mura di un appartamento senza che nessuno lo veda, si è consumato ancora una volta nella periferia milanese. È accaduto a Sesto San Giovanni, dove i corpi senza vita di una donna di 82 anni e di sua figlia, di 50, sono stati rinvenuti in avanzato stato di decomposizione all’interno della loro abitazione al quarto piano di uno stabile situato in via Rovani. A dare l’allarme, nel pomeriggio di ieri intorno alle 17.30, sono stati i vicini di casa: era l’odore inconfondibile della morte a filtrare dall’uscio, accompagnato da un silenzio irreale che durava ormai da giorni.
Quando i vigili del fuoco del nucleo Saf, intervenuti insieme ai carabinieri e al personale del 118, hanno forzato la porta d’ingresso, lo scenario che si è parato loro dinanzi lasciava pochi dubbi sull’accaduto. Le due donne, la madre anziana e la figlia di mezza età, giacevano distese sul letto, una accanto all’altra, abbracciate forse nell’istante ultimo. Sul posto, gli investigatori hanno avviato i primi rilievi, cercando di ricostruire i contorni di una vicenda che, allo stato attuale, non presenta segni evidenti di violenza o effrazione. Eppure, a rendere la scena ancora più agghiacciante è stata la presenza di un particolare che indirizza le indagini verso una direzione ben precisa: un bigliettino d’addio.
L’ipotesi della camera chiusa e il monossido di carbonio
La scoperta del biglietto, le cui generalità e il cui contenuto restano ovviamente coperti dal segreto istruttorio, ha fatto immediatamente propendere gli inquirenti per la pista del suicidio. Accanto al letto, inoltre, è stata trovata una griglia spenta, un elemento che, incrociato con la testimonianza del biglietto, rafforza l’ipotesi di un decesso causato dall’inalazione di monossido di carbonio. Se le cause esatte della morte saranno accertate solo attraverso l’esame autoptico, disposto dalla magistratura, la scena del crimine non ha restituito alcun elemento che possa far pensare all’intervento di terzi.
L’assenza di segni di colluttazione e lo stato dei luoghi, con i corpi ritrovati in una posizione quasi “naturale” all’interno del letto, suggeriscono una volontarietà dell’atto. La procura ha comunque aperto un fascicolo per fare piena luce sulla dinamica, anche alla luce dello stato di abbandono in cui versavano le due donne, isolate e forse dimenticate dal resto del condominio.
Il contesto e gli accertamenti giudiziari
L’avanzato stato di decomposizione dei cadaveri impedisce purtroppo di stabilire con esattezza la data del decesso, anche se si ipotizza che siano trascorsi diversi giorni dal tragico epilogo. La segnalazione dei residenti, inizialmente attratti da un forte odore che si era propagato nelle scale, è scattata solo quando la percezione del disagio ha superato la soglia del sospetto. Non è chiaro, al momento, se l’acqua uscita dall’appartamento (un dettaglio emerso nelle ricostruzioni dei soccorsi) abbia accelerato la chiamata ai vigili del fuoco, fatto sta che la porta si è aperta su un quadro di desolazione totale.
Gli agenti del commissariato di Sesto San Giovanni stanno ora raccogliendo le testimonianze dei condomini, cercando di ricostruire le ultime settimane di vita delle due vittime. Si cerca di capire se vi fossero stati segnali premonitori o episodi di depressione, ma al momento gli investigatori mantengono il massimo riserbo. L’unica certezza, se di certezza si può parlare, è che nessuna delle due aveva contatti frequenti con l’esterno, tanto che la loro assenza era passata quasi inosservata fino a quando i sensi del vicinato non sono stati sopraffatti dalla puzza di morte.




