L'Italia cerca il Mondiale attraverso i playoff, prima sfida con l'Irlanda del Nord
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Redazione Esteri
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Il percorso dell'Italia verso il Mondiale 2026, un traguardo mancato nelle ultime due edizioni, passa attraverso i playoff, un labirinto di partite secche dove non esiste margine per l'errore. Il sorteggio di Zurigo ha disegnato la mappa di un cammino che, seppur non agevole, appare percorribile per la squadra affidata al commissario tecnico. La prima tappa di questo viaggio, che si disputerà in casa il prossimo 26 marzo, avrà come ostacolo l'Irlanda del Nord; una semifinale da superare obbligatoriamente per accedere allo step successivo, in programma soltanto cinque giorni dopo. L'obiettivo, come ha sottolineato lo stesso Gattuso, è uno solo: tornare alla massima competizione planetaria, dalla quale gli azzurri sono assenti da ben dodici anni, da quel lontano 2014 che segnò un'uscita prematura e le immediate dimissioni di Cesare Prandelli.
Il quadro completo degli spareggi europei
Oltre al cammino italiano, il sorteggio ha definito tutti gli accoppiamenti che assegneranno i restanti pass continentali. Il meccanismo prevede che la vincente dello scontro tra Italia e Irlanda del Nord si giochi tutto in trasferta, il 31 marzo, contro la squadra che uscirà vittoriosa dall'altra semifinale che oppone il Galles alla Bosnia. Un tabellone che, se da un lato evita alcune delle nazionali di rango più elevato, dall'altro impone una finale in campo avverso, un fattore non trascurabile in partite dove l'equilibrio e la tensione sono spesso massimi. Il percorso è dunque delineato, senza possibilità di appello: due vittorie in pochi giorni separano la nazionale dal biglietto per il Nord America.
Il mini-torneo intercontinentale per gli ultimi posti
Parallelamente ai playoff europei, un altro torneo, seppur di formato differente, assegnerà ulteriori posti per la fase finale. Sei squadre, provenienti da diverse federazioni e con un ranking Fifa piuttosto eterogeneo, si daranno appuntamento in Messico, tra le città di Monterrey e Guadalajara, alla fine di marzo per un mini Mondiale anticipato. Le partecipanti, elencate in base alla loro posizione nella classifica mondiale, sono la Repubblica Democratica del Congo, l'Iraq, la Giamaica, la Bolivia, il Suriname e la Nuova Caledonia. Di queste, le due meglio piazzate, ovvero Congo DR e Iraq, avranno il vantaggio di saltare la fase semifinale e di accedere direttamente alla finale, una partita unica che varrà la qualificazione.
La pressione di un obiettivo non negoziabile
Quello che grava sulla nazionale italiana è un peso specifico notevole, fatto di aspettative e di una storia che impone la partecipazione alle grandi kermessi. L'assenza dal Mondiale, un evento che si è protratta per troppi anni, ha creato una frattura che il movimento calcistico italiano desidera sanare al più presto. Le partite di playoff, con la loro natura di scontri diretti e senza ritorno, rappresentano una prova di carattere oltre che di tecnica e tattica. L'ambiente attorno alla squadra, nonostante le delusioni del passato, sembra aver metabolizzato l'idea che questa sia l'ultima via disponibile, una porta stretta ma che deve essere varcata a tutti i costi per riportare il calcio azzurro nel palcoscenico che gli compete.




