F-18 spagnolo abbatte un drone in Romania, per la Nato "probabile sia russo"

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
ESTERI Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Nel cuore della notte, mentre la tensione lungo il fianco orientale dell'Europa non accenna a diminuire, un caccia F-18 dell'Aeronautica spagnola ha intercettato e abbattuto un drone non identificato che aveva violato lo spazio aereo della Romania. L'episodio, verificatosi all'alba di domenica 16 agosto, rappresenta l'ultimo di una serie di incursioni che stanno mettendo a dura prova i sistemi di difesa dell'Alleanza Atlantica, chiamata a rispondere con prontezza a una minaccia sempre più pervasiva e difficile da contrastare come quella dei droni.

Secondo quanto riferito dalla Nato, il velivolo senza pilota, i cui detriti sono precipitati in un'area disabitata senza provocare vittime, "sembra essere russo", un'indiziata pesante ma che richiede ancora conferme ufficiali.

L'intervento dei caccia spagnoli e il ruolo della Nato

L'allarme è scattato intorno alle 4:44, ora locale, quando i sistemi di sorveglianza hanno rilevato un bersaglio aereo penetrare nello spazio nazionale a circa 24 chilometri a nord di Galați, una città situata nella regione storica della Moldavia, al confine con la Repubblica di Moldova. Il drone, proveniente proprio dalla Moldova, è stato subito inquadrato come una potenziale minaccia, tanto che due caccia F-18 spagnoli, già in volo come misura precauzionale nell'ambito della missione di Enhanced Air Policing della Nato, hanno ricevuto l'autorizzazione all'ingaggio.

I velivoli, decollati dalla 57ma base aerea di Mihail Kogălniceanu, dove è schierato un contingente spagnolo composto da sette F-18, tre elicotteri NH-90 e circa 200 militari, hanno individuato il bersaglio e lo hanno neutralizzato alle 5:01, abbattendolo in una zona disabitata tra le località di Băleni e Cudalbi, nel distretto di Galați.

L'operazione, coordinata attraverso il Combined Air Operations Centre della Nato di Torrejón, in Spagna, è stata resa nota dal ministero della Difesa romeno e confermata dal suo omologo spagnolo, che ha parlato di un "intervento reale" a testimonianza della capacità di reazione dei propri equipaggi nella difesa dello spazio aereo alleato.

Il contesto di una guerra dei droni senza precedenti

L'abbattimento del drone in Romania si inserisce in un contesto di crescente escalation nella guerra dei droni tra Russia e Ucraina, un conflitto che ormai satura i cieli dell'Europa orientale e che ha reso sempre più frequenti gli sconfinamenti sul territorio dei Paesi dell'Unione Europea. Nelle stesse ore in cui l'F-18 spagnolo abbatteva il drone, l'Ucraina lanciava contro la Russia quello che è stato definito come l'attacco più massiccio dall'inizio dell'anno, con 822 droni intercettati e distrutti dalle difese aeree russe, secondo quanto riportato dall'agenzia Tass.

Il sindaco di Mosca, Sergei Sobyanin, ha parlato di oltre 600 droni diretti verso la capitale, di cui più di 200 abbattuti nella sola regione di Mosca; il bilancio dell'attacco, secondo le autorità russe, è di almeno sei vittime, tra cui un uomo di 83 anni colpito nella sua abitazione, e danni a diverse infrastrutture, tra cui un incendio in un magazzino di Wildberries a Podolsk.

Sul fronte opposto, la Russia ha risposto con raid missilistici e con droni che hanno preso di mira diverse città ucraine, tra cui Kiev, Kremenchuk e Kryvyi Rih, provocando incendi e causando vittime tra la popolazione civile.

Reazioni e indagini sulla provenienza del drone

La notizia dell'abbattimento del drone ha suscitato immediate reazioni sul fronte politico e diplomatico. Il ministro della Difesa romeno, Radu Miruță, ha espresso le sue congratulazioni ai piloti spagnoli per il successo della missione, sottolineando come "la Romania difende il suo spazio aereo e i nostri alleati sono con noi", aggiungendo che episodi come questo rappresentano una "garanzia concreta della nostra sicurezza" basata sulla sorveglianza, sulla rapidità di risposta e sulla solidarietà tra i Paesi dell'Alleanza.

Anche il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares, ha avuto un colloquio telefonico con la sua omologa romena, Oana Toiu, la quale ha ringraziato la Spagna per il contributo alla sicurezza degli alleati. Il portavoce del quartier generale militare della Nato, Martin O'Donnell, ha confermato l'accaduto, precisando che questo rappresenta il quarto abbattimento riuscito di un drone nello spazio aereo romeno da parte di velivoli Nato.

Sebbene le circostanze dell'incidente siano ancora oggetto di indagine, O'Donnell ha dichiarato che il drone "sembra essere russo", un'ipotesi che, se confermata, aggraverebbe ulteriormente le tensioni tra la Russia e l'Alleanza Atlantica, già messa a dura prova dalle recenti violazioni dello spazio aereo dei Paesi membri.

Una minaccia crescente per il fianco orientale dell'Alleanza

L'episodio di domenica non è un caso isolato, ma si inserisce in una sequenza di eventi che hanno interessato lo spazio aereo romeno e quello di altri Paesi dell'Europa orientale nelle ultime settimane. Giovedì scorso, due F-18 spagnoli erano già decollati dalla base di Mihail Kogălniceanu dopo l'individuazione di un oggetto volante vicino al confine fluviale con l'Ucraina, un drone che era rimasto per circa 12 minuti nello spazio aereo romeno prima di rientrare in Ucraina, spingendo le autorità a inviare un'allerta via SMS alla popolazione del distretto di Tulcea.

Il giorno successivo, un altro drone si era schiantato in Romania dopo aver attraversato lo spazio aereo del Paese senza essere rilevato dai radar, volando a quota molto bassa. Nelle stesse ore, la tensione si era estesa al Baltico, dove caccia alleati, per la precisione degli Eurofighter italiani, avevano abbattuto un altro drone sopra il territorio della Lettonia, un episodio che le autorità lettoni hanno attribuito alla "guerra elettronica russa" che avrebbe deviato uno dei droni lanciati dall'Ucraina.

All'inizio di agosto, un drone non identificato era esploso nello spazio aereo bulgaro, vicino al confine con la Romania, dopo essere entrato dal territorio rumeno. Il precedente più grave risale al 29 maggio, quando un drone russo si era schiantato contro un edificio residenziale a Galați, provocando un incendio e ferendo due persone, un episodio che l'Alleanza Atlantica aveva definito un'ulteriore escalation da parte della Russia.

Di fronte a questa crescente minaccia, la Nato sta progressivamente rafforzando il dispositivo di difesa aerea sul fianco orientale, potenziando le capacità di sorveglianza, intercettazione e risposta rapida, mentre la Romania ha acquisito il sistema anti-drone Merops, destinato all'intercettazione di piccoli sistemi aerei senza pilota e alla cui integrazione nell'iniziativa Nato per la deterrenza si sta lavorando.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.