La Ferrari Luce si mostra in un teaser, l'elettrica di Maranello promette 1.113 cavalli
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Redazione Economia
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C’è un momento, nella vita di ogni Casa automobilistica, in cui il futuro cessa di essere un’astrazione e diventa materia, ingegneria, design. Per Ferrari quel momento si chiama Luce, nome che in italiano evoca qualcosa di più profondo di una semplice etichetta commerciale: è una dichiarazione d’intenti, una filosofia applicata all’elettrificazione, un cambio di passo che, piaccia o meno, segnerà un prima e un dopo nella storia del Cavallino Rampante. Mentre nel mondo dell’auto c’è chi, come Lamborghini, pare avere qualche titubanza e preferisce una retromarcia strategica sull’elettrico puro – la Lanzador, alla fine, arriverà come ibrida plug-in – a Maranello hanno invece deciso di schiacciare l’acceleratore senza mezzi termini.
Il primo assaggio di questa rivoluzione silenziosa – ma solo in senso letterale, vista l’assenza del rombo del V12 – arriva sotto forma di un video teaser pubblicato in queste ore dalla Casa, poche decine di secondi in cui la vettura si concede agli obiettivi avvolta nell’oscurità più totale. Di lei, in realtà, si vede pochissimo: una sagoma filante tagliata dalle luci anteriori, fari a sviluppare un disegno inedito per gli standard del marchio, e null’altro. Il resto è affidato alla suggestione, a quel gioco di ombre e attese che Ferrari sa gestire come pochi altri marchi al mondo, consapevole che l’hype per la sua prima elettrica di serie, che qualcuno aveva battezzato informalmente “Elettrica” prima che la denominazione ufficiale prendesse il sopravvento, ha già raggiunto livelli parossistici.
Eppure, se l’esterno resta ancora un mistero svelato solo in parte da qualche brevissimo frame, la meccanica e l’anima tecnologica della Luce sono ormai un segreto di Pulcinella. Sarà una granturismo dal passo lungo e dalle proporzioni studiate al millimetro per abbassare il baricentro di ottanta millimetri rispetto a una termica equivalente, e sotto il vestito nasconderà un powertrain di quelli che lasciano il segno: quattro motori elettrici – due per asse, a magneti permanenti e con tecnologie che arrivano dritte dritte dalla Formula 1 – in grado di sviluppare una potenza complessiva che, stando ai primi comunicati diffusi da Maranello, tocca quota 1.113 cavalli. Numeri che fanno impallidire anche le supercar endotermiche più estreme, e che consentono alla Luce di scattare da zero a cento all’ora in appena due secondi e mezzo, con una velocità massima che dovrebbe superare abbondantemente i trecentodieci orari. La batteria, integrata nel pianale, è un accumulatore da 122 kWh di capacità, sviluppato internamente nell’E-Building di Maranello, e lavora a 880 volt: questo significa, sulla carta, ricariche ultrarapide fino a 350 kW e un’autonomia nel ciclo WLTP che si aggira attorno ai cinquecentotrenta chilometri.
Il tocco di Jony Ive per un abitacolo che guarda al passato
La vera rivoluzione, però, per certi versi, non sta tanto nei numeri da capogiro o nelle prestazioni da hypercar, quanto nell’approccio con cui Ferrari ha scelto di disegnare l’interno della sua creatura. Perché se c’era un rischio, nel passaggio all’elettrico, era quello di snaturare l’esperienza di guida, di trasformare l’abitacolo in un salotto hi-tech freddo e asettico, di quelli che ti fanno dimenticare di essere al volante di una Rossa. E invece no: la collaborazione con LoveFrom, il collettivo creativo fondato a San Francisco da Jony Ive – sì, proprio lui, il designer che ha plasmato l’estetica di iPhone e iPad – e Marc Newson, ha partorito un ambiente che strizza l’occhio alla tradizione senza rinunciare alla modernità. Un lavoro durato cinque anni, portato avanti in parallelo con il Centro Stile Ferrari guidato da Flavio Manzoni, che ha prodotto scelte coraggiose, a partire dal ritorno ai comandi fisici in un’epoca in cui tutti sembrano voler trasformare le auto in smartphone con le ruote.
Salire a bordo della Luce significa ritrovare un contatto autentico con la macchina: il volante, a tre razze, si ispira ai modelli degli anni Cinquanta, ma è realizzato in alluminio riciclato lavorato dal pieno e alleggerito di quattrocento grammi rispetto ai volanti tradizionali. Dietro, una strumentazione digitale che però non cerca di nascondere la sua natura: un display OLED di Samsung – scelto per la sua sottigliezza, la leggerezza e la vividezza cromatica – è incastonato in una cornice che riprende i classici cerchi Veglia, con tre quadranti circolari che cambiano grafica a seconda delle modalità di guida selezionate. E poi ci sono leve, interruttori, pulsanti: il climatizzatore si comanda con levette in alluminio, il cambio è un oggetto in vetro microforato con lavorazione laser, e persino la chiave, in vetro con display E-Ink, diventa un piccolo rito quando la si inserisce nella sua sede, attivando una coreografia di luci che coinvolge tunnel e plancia. Una filosofia, questa, che punta tutto sulla sostanza, sulla materia, su quella che in Ferrari chiamano “chiarezza”: niente schermoni che distraggono, niente menù infiniti da navigare mentre si guida, solo l’essenziale, ma fatto con una cura artigianale che rasenta l’ossessione.
Un video che accende i riflettori sul debutto di maggio
Il teaser notturno diffuso nelle ultime ore, più che svelare dettagli inediti, ha il pregio di ricordare agli appassionati che l’appuntamento con la storia si avvicina. La presentazione ufficiale della carrozzeria è fissata per il prossimo maggio in Italia, e solo allora si potrà giudicare appieno il lavoro dei designer. Nel frattempo, quel che è certo è che la Luce rappresenta una scommessa enorme per il marchio di Maranello, chiamato a dimostrare che l’elettrico non è necessariamente nemico del piacere di guida e che il sound, per quanto iconico, non è l’unica strada per emozionare chi sta al volante. Il video, in fondo, è anche un messaggio al mercato, una risposta a chi storce il naso di fronte all’elettrificazione delle supercar: la Ferrari c’è, ha le idee chiare, e sta per entrare in una nuova era con la stessa determinazione di sempre. Il resto lo si vedrà a maggio, quando la Luce uscirà dall’ombra per mostrarsi in piena luce.




