Usa bloccano intelligence all’Ucraina: pressione su Zelensky per i negoziati

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Dopo lo scontro frontale tra Volodymyr Zelensky e Donald Trump nello Studio Ovale della Casa Bianca, gli Stati Uniti hanno deciso di inasprire ulteriormente la loro posizione nei confronti dell’Ucraina. Dopo aver sospeso gli aiuti militari, Washington ha ora interrotto anche la condivisione di informazioni di intelligence con Kiev, una mossa che potrebbe avere ripercussioni significative sul conflitto in corso. A confermare la decisione è stato il direttore della Cia, John Ratcliffe, che ha fatto seguito alle indiscrezioni già circolate sul Financial Times.

La decisione, che arriva come una sorta di “seconda ripicca” dopo il confronto acceso tra i due leader, rischia di mettere in seria difficoltà l’esercito ucraino, che da anni si affida all’intelligence statunitense per identificare e colpire con precisione le forze russe. Senza questo supporto, le operazioni militari di Kiev potrebbero subire un rallentamento significativo, con conseguenze imprevedibili sul campo.

Intanto, il Cremlino ha colto l’occasione per rilanciare l’idea di un negoziato, proponendo Minsk come sede per i colloqui. Una proposta che, però, sembra destinata a rimanere inascoltata, almeno per il momento, data la complessità delle relazioni tra le parti in causa.

Parallelamente, emerge un altro fronte di tensione tra Washington e Kiev, legato allo sfruttamento delle risorse minerarie ucraine, in particolare delle terre rare. Secondo fonti americane citate da Cbs, l’accordo tra i due Paesi non è stato ancora definito, e Trump vorrebbe ora spingere per un “accordo più esteso e migliore”. Il segretario del Tesoro, Scott Bessent, ha confermato che la firma non era in programma, senza però aggiungere ulteriori dettagli.

In questo contesto, si inserisce anche la questione del sistema antimissilistico Patriot, uno dei dispositivi di difesa aerea più avanzati al mondo, che gli Stati Uniti potrebbero decidere di non fornire più all’Ucraina. Il sistema MIM-104 Patriot, progettato per intercettare e distruggere missili balistici e aerei, rappresenta una componente cruciale dell’arsenale ucraino, che attualmente dipende per circa metà dei suoi armamenti dagli aiuti statunitensi, inclusi carri armati Abrams e sistemi missilistici HIMARS.

Intanto, dalle ultime ore emergono nuovi dettagli sullo scontro verbale tra Zelensky e Trump, con un’ulteriore nota polemica. Durante un’intervista a Rai Radio1, l’ex-deputato del Partito Democratico Andrea Romano, esperto di lingua e cultura russa, ha rivelato che Zelensky avrebbe lanciato un pesante insulto in russo nei confronti del vicepresidente americano JD Vance. Un episodio che, se confermato, potrebbe aggiungere un ulteriore tassello alla già complessa dinamica tra i due Paesi.

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