Genesis GV60, la prova tra golf, sfera di cristallo e la sfida al premium tedesco
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Non c’è traccia del fragore dei motori, ovviamente, né di quella tensione agonistica che spesso accompagna i debutti delle grandi case automobilistiche. Genesis, il marchio premium del gruppo Hyundai, ha scelto il green del Golf Club della Montecchia, vicino Padova, per presentarsi ufficialmente agli italiani; e non è un caso, perché il golf, si sa, è uno sport di misura, relazione e dettaglio, valori che il brand coreano intende trasferire integralmente nella propria esperienza di guida. In questo contesto, abbiamo messo le mani sulla GV60, la più compatta dei tre modelli elettrici (due Suv e una berlina) con cui Genesis debutta sul mercato europeo nel 2026, spinta dall’ambizione di sottrarre clienti ad Audi e BMW.
A dispetto di una lunghezza contenuta (4,55 metri che la collocano nel segmento C premium), la GV60 si fa notare per le sue proporzioni da Suv coupé: il taglio dei finestrini sale verso la coda come per enfatizzare lo slancio, mentre un vistoso spoiler posteriore e i doppi fari orizzontali (anteriore e posteriori) le conferiscono un’identità elegante ma priva di eccessi. Tuttavia, è dentro l’abitacolo che si consuma la vera sorpresa, laddove la tecnologia sceglie di manifestarsi attraverso un rituale quasi coreografico. Ci riferiamo, naturalmente, alla Crystal Sphere: da spenta, questa sfera posizionata sul tunnel centrale sembra un oggetto d’arredamento, una lampada da salotto; ma quando si preme il pulsante di accensione, la sfera ruota su se stessa rivelando il selettore del cambio. Un vezzo, forse, ma che racconta meglio di mille schede tecniche la filosofia del brand: la tecnologia deve stupire, ma anche coccolare.
Un’architettura da 800 volt e la ricarica ultraveloce
Sotto quella carrozzeria dalle forme morbide, la GV60 nasconde la piattaforma E-GMP già nota per Hyundai Ioniq 5 e Kia EV6, il che significa architettura elettrica a 800 volt. Un dettaglio cruciale, quest’ultimo, perché consente di ricaricare la batteria da 84 kWh (con chimica Lfp) dal 10 all’80% in circa 18 minuti, sfruttando colonnine ultrarapide fino a 240 kW. Non si tratta di un primato assoluto di potenza, ma della volontà di offrire un’esperienza libera dall’ansia da ricarica: una sosta al bar e si riparte con un’autonomia che, nella versione a trazione posteriore da 229 Cv, supera i 560 km nel ciclo Wltp. La gamma si articola poi su una versione a trazione integrale da 318 Cv e la top di gamma da 490 Cv, quest’ultima capace di scattare da 0 a 100 km/h in soli 4 secondi grazie a una funzione *Boost* che libera tutta la coppia istantanea dei due motori elettrici.
Interni da salotto hi-tech e la sfida all’intuitività
A bordo, l’elemento che domina la scena è il display Oled da 27 pollici che unisce, in un unico pannello orizzontale, la strumentazione digitale e il sistema di infotainment. Una scelta, questa, che evita l’effetto “tablet incollato” tipico di molte rivali, donando invece un senso di pulizia e ampiezza. Genesis definisce questo approccio *Beauty of White Space*, e si traduce in superfici libere, materiali pregiati (pelle, metallo, finiture soft-touch) e una cura quasi maniacale per l’isolamento acustico: l’*Active Noise Control-Road* utilizza sensori per generare onde sonore inverse che annullano il rombo degli pneumatici, rendendo l’abitacolo silenzioso come una lounge. Non mancano le raffinatezze, come il riconoscimento facciale per accedere all’auto o il lettore di impronte digitali per avviarla, mentre il climatizzatore mantiene una dotazione di tasti fisici – benedetta abitudine – per non distrarre il guidatore durante la marcia.
Comportamento su strada: sportività domestica
Alla guida, la GV60 non cerca il mimetismo. La versione da 490 Cv spinge con una ferocia elettrica che incolla al sedile, ma lo fa con una progressione fluida, senza quegli strappi che talvolta caratterizzano le elettriche più performanti. Le sospensioni, tarate per il comfort, assorbono con eleganza le sconnessioni urbane, mentre sulle extraurbane a scorrimento veloce l’auto viaggia su un binario immaginario, complice anche il baricentro basso dato dal pacco batterie nel pavimento. Il peso, certo, si fa sentire (si parla di circa 2.230 kg), ma la distribuzione delle masse e il passo generoso (2.900 mm) restituiscono una stabilità notevole. Le palette al volante permettono di regolare l’intensità della frenata rigenerativa, fino ad arrivare alla modalità *one-pedal* che permette di guidare praticamente senza toccare il pedale del freno. Un’auto, insomma, che convince per la sua maturità dinamica, perfetta per chi cerca il lusso nella sostanza più che nell’ostentazione.




