Antonella Palmisano, l'argento mondiale e la marcia come opera d'arte
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Redazione Sport
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Sulle strade di Tokyo, che per lei sembrano essere un talismano, Antonella Palmisano ha forgiato un nuovo, importante capitolo della sua già luminosa carriera. L'atleta pugliese, nata a Mottola nel 1991, ha conquistato la medaglia d'argento nella 35 km di marcia ai Mondiali di atletica 2025, regalando all'Italia la prima medaglia della rassegna iridata. Un risultato che, sebbene non abbia il colore del metallo più prezioso, conferma la sua statura di atleta completa e tenace, capace di lottare contro avversarie fortissime e contro i propri limiti fisici.
La vittoria è andata alla spagnola Maria Pérez, campionessa incontrastata che ha imposto un ritmo insostenibile per chiunque, mentre il bronzo è finito al collo dell'equadoregna Paula Milena Torres. Palmisano, con la sua corporatura minuta – un metro e sessantasei per quarantanove chili – e la sua tecnica inconfondibile, ha saputo gestire la propria corsa con suprema intelligenza, resistendo a una prova di logorante durezza. «Ho avuto crampi per dodici chilometri», ha rivelato a caldo la marciatrice, sottolineando come la sofferenza sia stata una compagna di viaggio ingombrante ma non invincibile.
Quella di Tokyo non è una semplice medaglia, bensì l'ultimo tassello di un rapporto speciale con il Giappone, dove nel 2021, nella sede di Sapporo, aveva raggiunto l'apice della gloria olimpica vincendo l'oro nella 20 km. Un legame che va oltre il podio e che si intreccia con la sua vita privata: ad allenarla è suo marito, creando un sodalizio professionale e affettivo che evidentemente produce risultati eccellenti. In gara, il suo look è inconfondibile, con quel fiore tra i capelli che è diventato un suo marchio di fabbrica, un tocco di eleganza e leggerezza in una disciplina fatta di sacrificio estremo.




