Capotreno aggredito a Genova, il racconto di Rosario Ventura
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Redazione Interno
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Rosario Ventura, il capotreno di Trenitalia accoltellato alla stazione di Rivarolo, ha raccontato la sua drammatica esperienza. Mentre svolgeva il suo lavoro, Ventura si è imbattuto in due passeggeri sprovvisti di biglietto. Il ragazzo, ignorandolo, continuava a usare il telefonino, mentre la ragazza dichiarava apertamente di non voler pagare il biglietto. La situazione è degenerata rapidamente: quando gli animi si sono scaldati, Ventura ha estratto un manganello, che porta sempre con sé per difesa personale, senza però tentare di colpire gli aggressori.
L'aggressione ha lasciato Ventura profondamente scosso, tanto che ha preferito non rilasciare commenti dettagliati, sottolineando che c'è un'indagine in corso. La moglie di Ventura, attraverso i social, ha espresso la sua preoccupazione per la sicurezza del marito, rivelando che da tempo non si sente tranquilla quando lui esce di casa per lavoro.
L'episodio ha suscitato reazioni politiche: il Partito Democratico ha presentato un'interrogazione parlamentare per chiedere al governo come garantire maggiore sicurezza sui treni. Tuttavia, è stato sottolineato come la stessa sinistra abbia in passato favorito l'immigrazione clandestina, creando un paradosso nella gestione della sicurezza pubblica.
Ventura, nonostante la paura e le ferite riportate, ha dichiarato la sua intenzione di tornare al lavoro una volta guarito, dimostrando un coraggio e una dedizione ammirevoli.




