Test Pirelli a Brno, le 850 già in pista: Aprilia e Ducati davanti a tutti

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Si è chiusa con il segno più per Aprilia e Ducati la prima giornata di test collettivi dedicati ai prototipi delle gomme Pirelli per la MotoGP del 2027, svoltasi oggi sull'Autodrom di Brno. Una tappa fondamentale, questa, nel percorso di avvicinamento al nuovo ciclo tecnico che stravolgerà la classe regina del Motomondiale, con l'azienda italiana destinata a diventare fornitore unico degli pneumatici a partire dalla stagione 2027.

Per la prima volta, i collaudatori non sono stati gli unici a scendere in pista: diversi piloti titolari, selezionati dalle rispettive squadre, hanno avuto modo di mettere le mani – e le gomme – sui nuovi prototipi, offrendo un assaggio, seppur ancora acerbo, degli equilibri che potrebbero caratterizzare il prossimo futuro.

I protagonisti in pista e il programma di sviluppo

Il lotto dei piloti scesi in pista era di assoluto rilievo e comprendeva, per Ducati, Marc Márquez e Fermín Aldeguer; per Aprilia, Marco Bezzecchi e Raúl Fernández; per Honda, Luca Marini e Joan Mir; per Yamaha, il campione del mondo Superbike Toprak Razgatlıoğlu; per KTM, infine, Pedro Acosta. A completare il quadro, i collaudatori di lunga esperienza Daniel Pedrosa e Pol Espargaró per KTM, oltre ad Augusto Fernández per Yamaha.

Una presenza, quella dei tester, che ha garantito una continuità preziosa nei confronti delle rilevazioni effettuate nei test precedenti, consentendo agli ingegneri di costruire un primo, seppur parziale, quadro comparativo. L'obiettivo dichiarato di Pirelli è quello di sviluppare una gamma di pneumatici in grado di adattarsi alle nuove specifiche tecniche, che prevedono non solo un cambio di fornitore, ma una vera e propria rivoluzione normativa.

Risultati in pista e primi riscontri cronometrici

Sul fronte dei tempi, a spuntarla sono stati i portacolori di Aprilia: Bezzecchi e Fernández hanno fatto segnare i migliori riscontri sul giro secco, piazzandosi al vertice della classifica non ufficiale della sessione. Ducati, dal canto suo, ha potuto consolarsi con il passo gara mostrato da Aldeguer, che ha impressionato gli osservatori per la costanza e la progressione, nonostante la giovane età e la scarsa familiarità con la nuova cilindrata.

Una nota stonata è arrivata invece dal box della Rossa: Marc Márquez, autore di una mattinata positiva, è stato vittima di una caduta nel corso del pomeriggio, che ne ha anticipato la conclusione della giornata di prove. Fortunatamente, l'impatto non ha avuto conseguenze fisiche di rilievo per il pilota spagnolo, ma ha comunque interrotto il lavoro di messa a punto sulla sua Desmosedici, privando il team di dati preziosi nella fase di raccolta informazioni sulle gomme posteriori.

La rivoluzione tecnica del 2027: motori e aerodinamica

Quello di Brno, però, non era semplicemente un test per i nuovi pneumatici. La sessione rappresenta il primo banco di prova congiunto per le nuove moto da 850cc, che sostituiranno le attuali mille: un cambiamento epocale che impatterà in modo significativo sulla guidabilità e sulla gestione della potenza, costringendo Case e piloti a rivedere completamente le loro geometrie.

A ciò si aggiunge la riduzione dell'aerodinamica, con l'obiettivo dichiarato di limitare le turbolenze e favorire i sorpassi, e il bando degli abbassatori, un tema caldo che inizierà a trovare una prima, parziale applicazione già nel prossimo Gran Premio d'Olanda ad Assen, dove verrà vietato l'utilizzo di quelli anteriori in partenza.

Per gli ingegneri, queste prime uscite sono state fondamentali per incrociare i dati della nuova cilindrata con le caratteristiche delle coperture Pirelli, un lavoro di sintesi che richiederà ancora molte giornate in pista per essere affinato, ma che ha già fornito indicazioni chiare sulle traiettorie di sviluppo da seguire.

Il valore strategico dei test a porte chiuse

La giornata di Brno, svoltasi a porte chiuse e lontana dai riflettori del pubblico, è stata quindi molto più di un semplice allenamento: è stato un momento di verifica tecnica e logistica per Pirelli, ma anche un'occasione preziosa per i team, che hanno potuto iniziare a prendere confidenza con materiali e regolamenti che entreranno in vigore fra due stagioni. Il fatto che tutti i costruttori abbiano scelto di schierare i propri piloti titolari, e non solo i tester, la dice lunga sull'importanza attribuita a questo primo confronto ufficioso.

Ad attendere i protagonisti della MotoGP, ora, c'è l'appuntamento di Assen, dove si tornerà a correre con le attuali mille, ma con l'occhio già proiettato verso quel 2027 che, a giudicare dai riscontri di oggi, si preannuncia come una sfida affascinante e ricca di incognite per tutti.

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