Il dlss 5 di nvidia si mostra in azione su starfield tra entusiasmi e polemiche sull’intelligenza artificiale

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Un video di circa dodici minuti, pubblicato dal canale YouTube Piano Plays Games, sta offrendo una delle prime e più estese vetrine dell’impatto visivo del DLSS 5, la nuova tecnologia di upscaling di NVIDIA, applicata a Starfield. La registrazione, sebbene effettuata off-screen e quindi lontana dalla qualità di un video catturato direttamente in scheda, permette di osservare con chiarezza la trasformazione che il neural rendering impone al gioco di Bethesda. Il materiale, presumibilmente girato durante le dimostrazioni a porte chiuse della Game Developers Conference, alterna momenti con la tecnologia attivata ad altri in cui viene disattivata, offrendo così un confronto diretto tra l’aspetto originale del titolo e quello ottenuto attraverso l’intervento dell’intelligenza artificiale. Le differenze, come sottolineato anche da Digital Foundry, sono sostanziali e riguardano non solo la definizione dei modelli dei personaggi ma anche la resa di elementi ambientali come piante, arredi e strutture architettoniche, conferendo a Starfield un aspetto quasi fotorealistico che, a detta dei primi analisti, sembra azzerare il divario con il path tracing.

Le reazioni del settore e la posizione di nvidia tra controllo creativo e “ai slop”

La presentazione di questa tecnologia, che NVIDIA ha definito come il più grande balzo nella grafica computerizzata, ha inevitabilmente acceso un acceso dibattito all’interno della comunità degli sviluppatori e dei giocatori. A farsi portavoce di una posizione critica ma articolata è stato Daniel Vávra, director di *Kingdom Come: Deliverance 2*, il quale ha ipotizzato scenari futuri in cui gli sviluppatori potranno addestrare questa tecnologia per adattarla a specifici stili artistici o per sostituire tecniche tradizionalmente dispendiose in termini di risorse come il ray tracing. È stato però il CEO di NVIDIA, Jensen Huang, a intervenire direttamente per difendere la natura del prodotto, nel corso di un’intervista con Lex Fridman. Huang ha riconosciuto le perplessità, dichiarando di condividere il fastidio per quella che viene definita “AI slop”, ovvero i contenuti generati dall’intelligenza artificiale di bassa qualità, omogenei e privi di identità. Tuttavia, ha ribadito che il DLSS 5 non rientra in questa categoria: si tratterebbe, secondo la sua definizione, di una fusione tra il controllo geometrico tradizionale e l’IA generativa, definita come “content-control generative AI”. L’azienda ha inoltre precisato che il software development kit messo a disposizione dei programmatori include strumenti per la gradazione del colore e la definizione di aree di esclusione, elementi che dovrebbero garantire il mantenimento dell’estetica originale di ogni singolo titolo.

Il ruolo di bethesda e le rassicurazioni sulla direzione artistica

Proprio in virtù del supporto garantito a *Starfield* e al prossimo *The Elder Scrolls IV: Oblivion Remastered*, Bethesda si è trovata al centro delle critiche sollevate dagli utenti, che hanno visto nell’applicazione del DLSS 5 una potenziale alterazione dell’intento artistico originale. Todd Howard, storico direttore di Bethesda Game Studios, ha inizialmente elogiato la tecnologia, ricordando la lunga collaborazione con NVIDIA che risale ai tempi di *Morrowind* e definendo “straordinario” l’effetto di rinascita visiva del gioco. Di fronte alle polemiche, lo studio è intervenuto per chiarire la propria posizione, sottolineando come le demo attuali rappresentino ancora un “very early look”. I team artistici, hanno assicurato i portavoce, continueranno a lavorare per aggiustare l’illuminazione e l’effetto finale, garantendo che ogni modifica rimarrà sotto il pieno controllo dei creatori e, soprattutto, che l’attivazione della tecnologia sarà completamente opzionale per i giocatori.

La critica dell’industria e i timori sulla standardizzazione estetica

Nonostante le rassicurazioni provenienti sia da NVIDIA che da Bethesda, il fronte dello scetticismo rimane ampio. A infiammare la discussione è stata in particolare la dimostrazione del DLSS 5 su *Resident Evil Requiem*, dove il volto di un personaggio, Grace Ashcroft, appariva radicalmente modificato rispetto alla versione originale, scatenando una valanga di meme e parodie sui social network. Critiche analoghe sono state mosse all’aspetto dei personaggi in *Hogwarts Legacy*, alimentando il timore che l’uso indiscriminato dell’upscaling basato su IA possa portare a una standardizzazione dei volti e delle texture, rendendo i giochi visivamente simili tra loro e cancellando quelle imperfezioni che spesso definiscono l’identità di un’opera. A testimonianza della complessità della transizione tecnologica, persino analisti come quelli di Digital Foundry, pur definendo la tecnologia “trasformativa” e “la più sorprendente degli ultimi tempi”, hanno ammesso che in alcuni frangenti il risultato finale tende a cadere nella cosiddetta “uncanny valley”, ovvero in quella sottile zona di inquietudine generata da un realismo imperfetto.

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