Lo shutdown federale colpisce militari e programmi spaziali, Trump minaccia licenziamenti
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Redazione Esteri
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L’amministrazione federale statunitense, dopo il mancato accordo sul bilancio al Congresso, è precipitata in uno shutdown che ne blocca le attività non essenziali. Il presidente Trump, accusando i Democratici per l’irrigidimento che ha portato alla paralisi, ha minacciato di licenziare migliaia di impiegati pubblici, una mossa che amplificherebbe le conseguenze di un blocco i cui costi, già elevatissimi, si abbattono in modo particolare sulle città e sugli Stati a guida democratica, i cui finanziamenti vengono congelati dalla Casa Bianca.
Le ripercussioni operative sulla base di Aviano
All’interno della base aerea di Aviano, le ripercussioni operative sono già una realtà concreta. Sebbene un portavoce del 31st Fighter Wing abbia precisato che “gran parte dei servizi in base resteranno operativi”, confermando la sospensione soltanto di un “esiguo numero di servizi” in attesa dei fondi, il personale vive una condizione di incertezza. I militari, molti dei quali sono costretti a prestare servizio senza la garanzia di ricevere lo stipendio fino a quando persisterà l’impasse, vedono i loro colleghi civili, questi sì, mandati a casa, creando uno squilibrio che mina la quotidianità di una struttura vitale per le alleanze internazionali.
La battaglia politica a Washington
La battaglia politica, intanto, non accenna a placarsi. Il presidente della Camera Mike Johnson ha scaricato ogni responsabilità sui senatori democratici, affermando di non avere “letteralmente nulla da negoziare” e che tutta la pressione dovrebbe ricadere su di loro. Le sue parole, che rivelano una frattura profonda e apparentemente incolmabile sulle priorità da inserire nel disegno di legge di bilancio, lasciano intendere che la paralisi potrebbe protrarsi, alimentando un clima di forte instabilità istituzionale i cui effetti si propagano a ogni livello.
Il contraccolpo per i programmi spaziali della Nasa
Anche l’ambizione spaziale americana subisce un contraccolpo. La Nasa, costretta a una chiusura parziale, ha mandato a casa oltre l’ottanta per cento dei suoi dipendenti, un fatto che rischia di frenare il programma di ritorno sulla Luna. Il governo, determinato a non perdere la competizione con la Cina, sta comunque studiando modalità, come la riduzione dei turni di lavoro, per aggirare i vincoli dello shutdown e mantenere in vita, seppur a fatica, progetti strategici. Tuttavia, la sospensione di tante attività tecniche e di ricerca rappresenta un ostacolo significativo, i cui effetti sul lungo termine sono difficili da calcolare.




