Gaza, il ministro Smotrich e il piano per una "miniera d'oro immobiliare"

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Mentre l’offensiva israeliana a Gaza City, che solo nelle ultime ventiquattr’ore ha causato la morte di almeno novantanove persone e un esodo di quattrocentomila palestinesi, entra nel suo secondo giorno, le dichiarazioni del ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich disegnano un orizzonte diametralmente opposto all’attuale scenario di distruzione. Egli ha definito la Striscia, senza mezzi termini, una “miniera d’oro immobiliare”, illustrando un visionario business plan da cento miliardi di dollari che si “ripagherebbe da solo”, sviluppato – a suo dire – dalle “persone più professionali che ci siano”.

Questo progetto, che prevede una radicale riconfigurazione del territorio e della sua economia, includerebbe, tra l’altro, la realizzazione di un’ambiziosa “Gaza Riviera”. Tuttavia, la sua concreta attuazione si scontra con una realtà estremamente complessa, apparendo di difficile, se non impossibile, realizzazione nel breve e medio periodo; un’operazione che, secondo alcune valutazioni, richiederebbe non meno di trent’anni per vedere una parziale luce.

Parallelamente, la reazione internazionale procede lungo binari differenti. L’Unione Europea, in un clima di crescente tensione diplomatica, ha deciso di sospendere il sostegno bilaterale al governo israeliano e sta valutando l’introduzione di un pacchetto di sanzioni. Queste, come enunciato dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen che ha invocato la cessazione di “questo orrore quotidiano”, potrebbero spaziare dall’imposizione di dazi a misure punitive contro ministri estremisti e coloni ritenuti particolarmente violenti, in attesa del necessario via libera unanime dei Ventisette.

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