Israele, ucciso un operatore di Msf a Gaza. Smotrich: «La Striscia è una miniera d'oro»
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Redazione Esteri
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Un operatore umanitario di Medici Senza Frontiere, l’infermiere Hussein Alnajjar, è deceduto in seguito alle ferite riportate durante un attacco aereo israeliano avvenuto cinque giorni fa nei pressi della sua tenda, a Deir al Balah. L’organizzazione, che lo ricordava in servizio nelle cliniche della città e di Khan Younis da gennaio, ha reso noto come nell’episodio siano rimasti feriti anche una sua parente e un nipote. La tragedia umanitaria si inserisce in un contesto dove i civili, secondo le stime più recenti, versano in condizioni disperate: oltre un milione di persone risulta ancora bloccata sotto i bombardamenti, con poche vie di fuga percorribili nonostante le rassicurazioni diffuse dall’esercito israeliano.
Proprio mentre la crisi umanitaria si approfondisce, il ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich ha suscitato reazioni definendo la Striscia di Gaza una “miniera d’oro immobiliare”, durante un vertice dedicato alla rigenerazione urbana. L’esponente di estrema destra, già noto per posizioni radicali, ha delineato un piano di ricostruzione post-bellica che, stando alle sue parole, rappresenterebbe un affare estremamente redditizio, ipotizzando una spartizione degli investimenti con gli Stati Uniti. Un progetto, il suo, che sembra guardare al dopo-guerra con un approccio marcatamente economico.
Le dichiarazioni del ministro non sono passate inosservate, trovando una feroce critica nella giornalista Monica Guerzoni del «Corriere della Sera», la quale ha parlato, senza mezzi termini, di un “eldorado costruito sul sangue di più di sessantamila palestinesi”. La Guerzoni ha inoltre sottolineato come le sanzioni comminate dall’Europa, seppur presenti, appaiano del tutto irrilevanti se paragonate al volume degli affari in corso con Israele, giudicandole simboliche e di entità trascurabile.




