Israele ordina nuova evacuazione di Gaza City, Smotrich la definisce "miniera d'oro"
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Redazione Esteri
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L’esercito israeliano ha diramato un nuovo ordine di evacuazione per Gaza City, imponendo a decine di migliaia di residenti di abbandonare le proprie case entro un termine perentorio di quarantotto ore. L’avvertimento, che giunge nel mezzo di un’intensificazione senza precedenti delle operazioni militari, è stato confermato dal portavoce delle Nazioni Unite Stephane Dujarric nel corso di un incontro con la stampa internazionale. Ai civili è stato indicato di dirigersi verso sud, transitando attraverso il cosiddetto corridoio temporaneo allestito lungo la strada Salah ad Din, l’arteria principale che attraversa longitudinalmente l’intera Striscia.
L’offensiva terrestre israeliana, concentrata proprio sull’area urbana più popolosa dell’enclave, è entrata nel suo secondo giorno, caratterizzata da esplosioni ininterrotte protrattesi per tutta la notte e fino alle prime ore dell’alba. L’aviazione, dal canto suo, ha condotto una serie di raid colpendo circa cinquanta obiettivi – la maggior parte dei quali ubicati nel nord – definiti come tunnel, edifici utilizzati da gruppi armati e cellule operative; un numero che sale a circa centoquaranta se si considera l’arco delle ultime ventiquattr’ore. I bombardamenti, estesi a tutta Gaza, hanno causato la morte di almeno sedici persone, secondo i primi resoconti.
Centinaia di migliaia di persone, stremate da quasi due anni di un conflitto che ha ridotto in macerie la città e aggravato una crisi umanitaria già terribile, si trovano ancora nell’area. Molti di loro, tuttavia, hanno già iniziato a fuggire verso sud, unendosi a quel flusso ininterrotto di civili – si stima siano almeno quattrocentomila – che da settimane abbandonano tutto ciò che resta delle proprie abitazioni. Le immagini che giungono dalla zona mostrano colonne di persone in movimento, che utilizzano qualsiasi mezzo a disposizione: automobili stipate all’inverosimile, carri trainati da animali o semplicemente spostandosi a piedi sotto un sole cocente.




