Israele approva il piano per occupare Gaza City: evacuazione in due mesi

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il capo di Stato Maggiore dell’esercito israeliano, generale Eyal Zamir, ha dato il via libera a un piano operativo per l’occupazione di Gaza City, che prevede lo sgombero forzato della popolazione civile in un arco di tempo stimato in "poco meno di due mesi". La notizia, riportata dall’emittente Channel 12, arriva dopo giorni di consultazioni a porte chiuse tra i vertici militari, che hanno valutato le modalità di un’operazione destinata a segnare una nuova fase del conflitto.

Secondo quanto trapelato, una volta completata l’evacuazione – che coinvolgerà circa un milione di persone – le forze israeliane procederanno all’accerchiamento e al controllo sistematico della città. Zamir, nel presentare il piano al ministro della Difesa Yoav Gallant, ha sottolineato che «si cercherà di ridurre al minimo l’impiego delle riserve», in un tentativo di limitare l’impatto logistico e sociale dell’operazione.

Intanto, al Cairo, i negoziatori di Hamas hanno ricevuto una nuova proposta di cessate il fuoco, che prevede una tregua di 60 giorni e il rilascio graduale degli ostaggi ancora nelle mani dei miliziani. Un funzionario palestinese, rimasto anonimo, ha dichiarato all’AFP che si tratta di un «accordo quadro» per avviare trattative su una soluzione più stabile, aggiungendo che il movimento terrà consultazioni interne prima di rispondere.

L’annuncio dell’offensiva imminente su Gaza City si inserisce in un contesto già segnato da crescenti denunce per la crisi umanitaria nella Striscia, dove il blocco degli aiuti e le condizioni sempre più critiche hanno sollevato proteste a livello internazionale. Le operazioni militari, che negli ultimi mesi hanno ridotto in macerie interi quartieri, rischiano ora di aggravarsi ulteriormente, con conseguenze difficili da prevedere per una popolazione già stremata.

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