Il ritorno al vertice di Odermatt, che nella Streifalm beffa von Allmen di tre centesimi
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Redazione Sport
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L’attesa per un nome che si ripetesse nella galleria dei vincitori di Super G in questa Coppa del Mondo, dopo cinque gare con cinque campioni diversi, si è infranta nel modo più prevedibile, ossia sul talento cristallino di Marco Odermatt. Il fenomeno svizzero, che non può essere definito in altro modo data la sua costante dominanza, ha inaugurato nel migliore dei modi il weekend di gare nel santuario di Kitzbühel, imponendosi sul leggendario tracciato della Streifalm nonostante una prova lontana dalla perfezione. Una discesa comunque solida nel suo complesso, quella dello sciatore di Buochs, la quale gli ha consentito di compensare un passaggio non impeccabile nella delicata sezione dell’Hausbergkante e di agguantare un successo per certi versi più sofferto del solito, ma non per questo meno significativo. Questo trionfo, il diciassettesimo in carriera nella specialità, gli permette di agganciare il primatista Aksel Lund Svindal, mentre il suo bottino totale in Coppa del Mondo sale a cinquantatré vittorie, portandolo a un solo passo dal leggendario Hermann Maier.
La beffa di von Allmen e il plot degli azzurri
A rendere la competizione particolarmente emozionante è stato il distacco risicatissimo, quasi un’ingiustizia per lo sfidante, che ha separato Odermatt dal connazionale Franjo von Allmen. Appena tre centesimi di secondo, un soffio nel turbinio della velocità, hanno deciso l’esito della sfida, regalando al più forte sciatore del momento un bis nel Super G di Kitzbühel dopo il successo della stagione precedente e relegando von Allmen a un amaro secondo posto. A completare il podio, a conferma di un giornata di altissimo livello, si sono piazzati l’austriaco Stefan Babinsky, autore di una prova di grande coraggio, e il norvegese Adrian Smiseth Sejersted, i quali hanno preceduto Raphael Haaser, rimasto con il rimpianto di aver sfiorato a sua volta le posizioni di prestigio.
La squadra italiana a ridosso delle prime
Diverso, invece, il copione per la spedizione azzurra, che non è riuscita a bissare il trionfo di Giovanni Franzoni a Wengen e a salire sul podio. La prestazione collettiva, tuttavia, si mantiene su livelli di assoluto rilievo, con ben quattro atleti tra i primi dodici classificati e distacchi dalla vetta tutto sommato contenuti. Il migliore degli italiani è stato Mattia Casse, sesto a quaranta centesimi da Odermatt, seguito da un ottimo Dominik Paris, ottavo a quarantacinque centesimi, e da Christof Innerhofer, che ha chiuso la sua prova al decimo posto. Lo stesso Franzoni, l’astro nascente fresco del successo storico in casa degli svizzeri, si è dovuto accontitare del dodicesimo posto, manifestando dopo la gara un certo disappunto per non essere riuscito a esprimersi al meglio in un contesto così importante per le qualificazioni olimpiche.
Una classifica che promette sviluppi
La gara, tiratissima dall’inizio alla fine, ha offerto uno spettacolo di altissimo livello, confermando come il tracciato tirolese sappia sempre esaltare il valore tecnico e il coraggio dei maggiori interpreti della disciplina. Alle spalle dei primi dieci, si sono piazzati atleti del calibro del canadese Cameron Alexander e del francese Nils Allègre, a dimostrazione della profondità del lotto di partenza. Per Odermatt, intanto, l’appuntamento è già con la discesa libera di sabato, una prova che manca ancora nel suo palmarès straordinario e che rappresenta la prossima, ambita frontiera da conquistare nel tempio dello sci alpino.




