Il caso Romano e la sconfitta col Belgio: la guerra per bande su Mancini

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Allo stadio Olimpico di Roma l'avventura bis di Roberto Mancini sulla panchina azzurra è cominciata con una sconfitta per 2-0 contro il Belgio nella prima giornata di Nations League. La partita, decisa dalle reti di Mika Godts al 20' e di Dodi Lukebakio al 69', ha lasciato immediatamente sul terreno un dibattito acceso che va ben oltre il risultato e che coinvolge un ventenne al debutto assoluto in maglia azzurra.

L'errore di Romano e la scelta di Mancini

Il centrocampista del Cagliari Alessandro Romano, classe 2006, è stato schierato titolare dal commissario tecnico per quella che rappresentava la sua prima presenza con la Nazionale maggiore. La fiducia dell'allenatore è durata 65 minuti, fino alla sostituzione con Davide Frattesi. Sul primo gol belga c'è la firma pesante del giovane: un errore in impostazione che ha innescato il contropiede finalizzato da Godts.

La prestazione, tuttavia, non si esaurisce nell'episodio negativo: Romano ha continuato a chiedere il pallone e a provare inserimenti, mostrando una reazione caratteriale in una serata complessa per tutta la squadra.

Bucchioni: «L'Italia ha giocato in dieci»

Enzo Bucchioni, intervenuto ai microfoni di Radio Sportiva, non ha usato giri di parole per commentare la prestazione azzurra, concentrandosi proprio sulla scelta di affidare le chiavi del centrocampo a Romano. «L'allenatore ha le sue responsabilità», ha dichiarato il giornalista, sottolineando come in una partita delicata come quella dell'esordio non si sarebbe dovuto far debuttare un ventenne dal primo minuto. Secondo Bucchioni, esistevano alternative più collaudate per quel ruolo, da Fagioli a Mandragora, fino a soluzioni interne come Tonali o Barella.

La conclusione è netta: «L'Italia ha giocato in dieci, possiamo dirlo».

Il paragone con Rodri e le critiche della carta stampata

La narrazione costruita attorno al giovane centrocampista nelle settimane precedenti all'esordio ha alimentato aspettative che la partita contro il Belgio ha inevitabilmente ridimensionato. Dopo appena quattro partite di buon livello con la maglia del Cagliari, Romano era stato accostato a Rodri, il metronomo del Manchester City e della Spagna.

Un paragone che, alla luce dei 451 minuti complessivi disputati in Serie A, appariva quantomeno prematuro e che alcune testate hanno utilizzato come argomento per attaccare le scelte di Mancini, in quello che si configura come un vero e proprio regolamento di conti mediatico.

La Roma, Gasperini e il mercato

Per comprendere la portata del caso Romano è necessario ripercorrere la sua trafila. Cresciuto nel settore giovanile della Roma dopo essere arrivato dal Winterthur, il centrocampista ha completato la trafila fino alla Primavera, collezionando 11 gol e 5 assist in 63 partite. Gian Piero Gasperini lo aveva aggregato alla prima squadra, concedendogli le prime apparizioni in Serie A contro Sassuolo e Lecce.

Poi la cessione al Cagliari per una cifra complessiva di 6,5 milioni di euro bonus inclusi, un'operazione dettata dalle esigenze di bilancio giallorosse legate al settlement agreement con la UEFA.

Il valore di mercato e l'interesse delle big

Nonostante l'errore all'Olimpico, il profilo del giocatore resta tra i più monitorati del panorama nazionale. Milan, Juventus e Inter hanno già avviato un'attività di scouting costante, con il club rossonero che avrebbe inviato un osservatore su precisa richiesta del tecnico Amorim. La valutazione del cartellino si aggira attualmente tra i 20 e i 25 milioni di euro, una cifra che il Cagliari considera come base di partenza per una eventuale trattativa, fermo restando che a gennaio il giocatore non si muoverà dalla Sardegna.

La ricostruzione di Mancini e le ombre del passato

Il ritorno di Mancini sulla panchina azzurra, annunciato dal presidente della FIGC Giovanni Malagò lo scorso luglio dopo le dimissioni di Paolo Maldini e Leonardo dalla direzione tecnica, era stato presentato come la scelta dell'usato sicuro per risollevare un movimento in crisi. L'allenatore marchigiano, già trionfatore a Euro 2020, aveva lasciato la Nazionale nell'agosto 2023 per accettare l'offerta dell'Arabia Saudita.

Il suo secondo ciclo si trova ora ad affrontare le prime turbolenze, con una sconfitta all'esordio che ha riacceso le polemiche su vecchie e nuove divisioni.

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