Cesare Cremonini incanta Padova: 42 mila in delirio per il re del pop italiano

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La pioggia battente che aveva flagellato Padova nel tardo pomeriggio non ha scalfito l’attesa dei 42 mila spettatori accalcati all’Euganeo, pronti a vivere due ore di musica travolgente. Quando, poco dopo le 21.30, le prime note di Cercando Camilla hanno squarciato l’oscurità, lo stadio si è trasformato in un’unica onda di energia. Cesare Cremonini, che aveva scelto di aprire il concerto con gli occhiali scuri e una giacca sgargiante, ha dimostrato ancora una volta perché oggi, nel panorama pop italiano, il trono sia suo e di nessun altro.

La serata, parte del tour Alaska Baby – ispirato al viaggio solitario del 2022 che ha ridefinito la sua idea di live performance – ha preso il via con Alaska Baby, brano che ha introdotto un set ricco di hit e sorprese. Tra queste, l’irruzione sul palco di Luca Carboni, accolto da un boato, e una cover degli Oasis che ha fatto vibrare la folla. I fuochi d’artificio, esplosi nel cielo padovano, hanno chiuso uno spettacolo in cui Cremonini ha mescolato classici come 50 Special – il tormentone degli esordi con i Lùnapop – e pezzi più recenti, senza mai perdere il contatto con il pubblico.

Nonostante il meteo avverso, che aveva costretto molti a presentarsi allo stadio con ombrelli e k-way, l’adrenalina ha avuto la meglio. «Instabile, con piogge sparse», avvertivano i bollettini, ma in pochi sembravano preoccuparsene. Quella di Padova è stata una prova di forza: un’affluenza da record, che conferma come Cremonini, nonostante i vent’anni di carriera, sappia ancora riempire gli stadi e regalare performance impeccabili.

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