Caso Ramy, indagini in corso sulla morte del giovane egiziano
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Redazione Interno
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La notte del 24 novembre, Ramy Elgaml, un giovane di 19 anni di origini egiziane, ha perso la vita in circostanze tragiche durante un inseguimento con i carabinieri. Tre gazzelle dell'Arma hanno inseguito uno scooter, guidato dall'amico di Ramy, Fares, che non si era fermato all'alt. La folle corsa, durata quasi 20 minuti, ha visto il T-Max percorrere pericolosamente diverse strade contromano e mettere in atto manovre spericolate, come testimoniato dalle immagini della dashcam.
La procura ha aperto un'inchiesta per omicidio stradale, indagando sia il vicebrigadiere alla guida dell'auto dei carabinieri sia Fares. Nel frattempo, è stata completata la copia forense del cellulare del testimone oculare, Omar E., un 28enne che avrebbe registrato un video dell'inseguimento, poi cancellato su richiesta di due carabinieri. Gli investigatori stanno ora cercando tracce del video cancellato, che potrebbe fornire ulteriori dettagli sull'incidente.
Ilaria Cucchi, senatrice di Avs, ha dichiarato che è fondamentale lasciare lavorare la magistratura, criticando le dichiarazioni di Salvini, che ha difeso l'operato dei carabinieri. La vicenda ha suscitato forti reazioni, con scontri in piazza tra manifestanti e polizia durante il fine settimana e la proposta del governo di uno scudo penale per proteggere le forze dell'ordine nell'esercizio delle loro funzioni.
La morte di Ramy Elgaml ha sollevato numerosi interrogativi sulla gestione dell'inseguimento e sulle responsabilità delle forze dell'ordine.




