Thwaites, il ghiacciaio dell'apocalisse si scioglie più velocemente del previsto

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Un colosso di ghiaccio grande quanto la Florida che, collassando, potrebbe innalzare il livello degli oceani inabissando le zone costiere dell'intero pianeta. Da lontano, nelle fotografie aeree, appare come un gigantesco panettone bianco, ma la stragrande maggioranza della sua massa si nasconde sotto il livello del mare, dove si sta consumando a un ritmo devastante. È il ghiacciaio Thwaites, situato in Antartide occidentale e ribattezzato "ghiacciaio dell'Apocalisse" per l'enorme ruolo che gioca nell'ecosistema globale.

E ora i dati confermano il peggiore degli scenari: il ghiacciaio si sta sciogliendo più velocemente del previsto.

Il nuovo studio su Nature Communications

A tracciare l'aggiornamento fattuale del collasso è uno studio pubblicato sulla rivista Nature Communications e ripreso dalla Cnn. La ricerca, condotta da un gruppo di glaciologi dell'Università della California a Irvine e del Jet Propulsion Laboratory della NASA, dimostra che questo vulnerabile sistema glaciale ha accelerato la sua ritirata "ad un ritmo più aggressivo di prima". Un arretramento che, da solo, contribuisce già per circa il 4% all'attuale innalzamento del livello globale del mare.

Il meccanismo della zona di ancoraggio

Per decenni gli studiosi hanno basato i loro modelli sulla cosiddetta "linea di ancoraggio", ossia il punto in cui la massa ghiacciata smette di poggiare sul fondale terrestre e inizia a galleggiare. I ricercatori sostengono però che la realtà sia più complessa e che esista invece una vasta "zona di ancoraggio", estesa per chilometri, nella quale l'acqua oceanica relativamente calda riesce a infiltrarsi sotto il ghiaccio accelerandone la fusione.

Grazie a questa nuova impostazione, il modello è riuscito a ricostruire le trasformazioni osservate nel ghiacciaio dagli anni Novanta a oggi con una precisione molto maggiore rispetto agli approcci tradizionali. Le simulazioni mostrano infatti cambiamenti storici fino a quattro volte più marcati di quanto ipotizzato in precedenza. Un ruolo decisivo è stato svolto dalle osservazioni radar dei satelliti della costellazione finlandese ICEYE. I dati hanno rivelato che l'acqua marina penetra per diversi chilometri al di sotto del ghiaccio ancorato al fondale e lo solleva durante i cicli delle maree.

Questo processo favorisce l'afflusso continuo di acqua più calda, trasportata verso le coste antartiche da correnti oceaniche influenzate dai cambiamenti climatici.

Le conseguenze per il livello del mare

Il ghiacciaio Thwaites, spesso definito uno dei punti più vulnerabili della calotta antartica, si trova nella regione del Mare di Amundsen, responsabile di circa un terzo della perdita di massa dell'intera Antartide. Negli ultimi decenni ha mostrato un rapido assottigliamento e un costante arretramento, fenomeni che hanno destato crescente preoccupazione nella comunità scientifica. In base al nuovo modello, il ghiacciaio potrebbe contribuire all'innalzamento del livello globale del mare per circa 3 centimetri entro il 2100, circa il doppio delle stime precedenti considerate.

Una proiezione che, secondo gli autori, potrebbe verificarsi anche senza ulteriori aumenti delle temperature globali.

Il ruolo della cresta Mouginot

Il terreno su cui poggia il ghiacciaio ha una pendenza che scende verso l'interno, il che significa che man mano che il ghiacciaio si ritira, una maggiore quantità di ghiaccio viene esposta all'acqua oceanica più calda. La topografia è complicata da due creste sottomarine chiave, che "fissano" il ghiaccio trattenendolo dal fluire più rapidamente verso il mare. I processi di fusione nella zona di ancoraggio stanno accelerando il distacco del ghiaccio da una grande cresta chiamata Mouginot Ridge.

Secondo lo studio, c'è una probabilità del 60% che il ghiacciaio si stacchi da questa struttura entro la fine del secolo, dopo di che è probabile che si ritiri rapidamente lungo il pendio roccioso verso la successiva cresta principale.

L'iceberg B-22A e il distacco dal 2002

Il B-22A, che misurava oltre 3.000 chilometri quadrati, era il frammento più grande della piattaforma che si è staccata dal ghiacciaio Thwaites nel 2002. Per oltre vent'anni l'iceberg è rimasto incagliato in acque relativamente poco profonde, a soli 100 chilometri dal suo luogo di origine, svolgendo un ruolo importante nella stabilizzazione del ghiaccio marino della zona, che a sua volta contribuiva a sostenere la piattaforma glaciale continentale e a rallentarne il flusso verso il mare.

Nell'autunno del 2022, l'iceberg si è staccato dal fondale marino e ha iniziato ad andare alla deriva verso nord-ovest. Secondo Christopher Shuman, glaciologo dell'Università del Maryland che lavora al Goddard Space Flight Center della NASA, le acque relativamente calde che raggiungono il bacino del Mare di Amundsen hanno probabilmente assottigliato la massa sommersa dell'iceberg fino a disincagliarla dal fondale marino poco profondo, mentre vento, onde e maree hanno fatto il resto.

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