Dall’Ue nuove sanzioni anti-Mosca: nel mirino gasdotti, navi e banche
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Redazione Esteri
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L’obiettivo è colpire ancora più duramente gli interessi economici, finanziari e strategici della Russia, nella speranza – seppur remota – di spingere Vladimir Putin a sedersi al tavolo delle trattative per porre fine alla guerra in Ucraina. I 40 Paesi riuniti a Tirana hanno discusso una risposta coordinata, soprattutto dopo il fallimento dei colloqui di Istanbul, dove il leader del Cremlino si è sottratto all’appuntamento, provocando di rimbalzo la diserzione del presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
A Bruxelles, intanto, si lavora a un nuovo pacchetto di misure restrittive che prenda di mira infrastrutture critiche come il gasdotto Nord Stream, la cosiddetta "flotta ombra" utilizzata per eludere le sanzioni sul petrolio, e il sistema bancario russo, comprese le banche di Paesi terzi che sostengono lo sforzo bellico di Mosca. Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, ha annunciato l’intenzione di inasprire ulteriormente la pressione, introducendo anche un tetto più basso al prezzo del greggio.
Parallelamente, a Roma si è tenuto un vertice dei ministri della Difesa del Gruppo E5 – Italia, Francia, Germania, Polonia e Regno Unito – per discutere di riarmo, cooperazione militare e sostegno a Kiev. L’Europa, divisa su molti fronti, sembra trovare un’intesa almeno sulla necessità di aumentare gli aiuti all’Ucraina e di accelerare verso una difesa comune, mentre Putin continua a bombardare per evitare quella che percepirebbe come un’umiliazione strategica.




